La "Serie 300" Innocenti, il suo tetto apribile Sunliner e l'Anatomico per infanti.

di Giacomo Poggio, Foto di Virgilio Bolla, Giacomo Poggio, Carlo Schierano, Luca Viscardi,

Questa è una foto ufficiale Innocenti della Serie 300 che vengono affettuosamente chiamati anche Super Cooper. I vetri più che verdi sembrano neri...

Che nessuno pensi che questa era la scritta della mascherina e del cofano posteriore!

Britax Collins

Britax Poggio

Nel 1970 gli adesivi sulle fiancate... per un diciottenne erano d'obbligo, ma era necessario saperli scegliere; quello Britax però era indispensabile

Una delle più belle (per me la più bella n.d.r.) Innocenti è sicuramente la serie 300 delle 1300 Export. Questa vettura di fine produzione è stata dotata di un allestimento particolare molto interessante. La gamma colori era delle Export, mentre la scocca era quella a tasche basse (unica nel panorama Mini) per poter utilizzare sedili reclinabili e mancante del bordino esterno sul gocciolatoio del tetto; una vettura bellissima nella sua livrea originale, da lasciare tutta di serie come se fosse un Cooper S Inglese... L'allestimento comprendeva:

Esterno

Paraurti neri

Parafanghini in plastica neri

Cerchi Rostyle 4,5 x 10 con scampanatura di mezzo pollice esterna

Vetri verdi

Tetto apribile Sunliner.*

Interno:

Selleria interno tutto panno (nero/beige abbinata al colore scocca/tetto della vettura)

Volante Hellebore Diametro 34

Le tasche posteriori basse di tutte le Mini Innocenti 1974-75 ( Archivio Bolla)

I differenti gocciolatoi (Archivio Viscardi)

Il trafiletto apparso su Quattroruote della Super Cooper (Archivio Schierano)

Con oltre 12000 foto in archivio e con Internet..., per alcune foto ho dovuto chiedere aiuto a degli Amici e meno male che ci sono. Ringrazio Carlo per le foto, idem Virginio, Luca, per le foto e stralci di conoscenza; le tasche posteriori, sono uno di quei particolari che non si fotografano mai, intanto sono lì e ne scappano, ne si rompono... In questi casi vorrei essere Jhonny Mnemonic che scaricava la propria memoria su Hard-Disk!

Da vedere anche se inquetante

Una serie 300 con licenza di paraurti cromati e cerchi fuoriserie

Un Sunliner su di una Special

Sul libretto di circolazione (tipo a pagina ma tutto bianco se quello originale) risulta la dicitura sulla larghezza della carreggiata, mentre non c'è quella del tetto apribile; va detto che l'annotazione sulla carta di circolazione riguardante il tetto apribile era obbligatoria in quei anni.... mah. Va inoltre ricordato che la vettura (come già parte delle Export) poteva montare in alternativa i pneumatici 165/70 x 10 come estensione di omlogazione a partire dal telaio 560.000, come risulta da circolare inviata alle varie Motorizzazioni Civili. L'omologazione della Serie 300 era la stessa di tutti i Mini Cooper 1300 a partire dal 1972, per cui non vi è alcun riferimento riportato su i documenti, in merito alla versione e/o "tiratura limitata".

La vettura (presentata al salone autunnale di Torino), deve comunque essere stata prodotta fra fine 74 inizio 75; se la data di prima immatricolazione è antecedente non può essere una Serie 300 uscita da Lambrate, ma un rifacimento in tempi sucessivi a opera di qualche carrozzeria specializzata.

Si arriva a questa deduzione in base ai numeri di produzione; l'Innocenti cessò la gamma Mini fra Dicembre 74 e Gennaio 75; nel Gennaio 75 vennero montate le ultime 894 Cooper su un totale di 1675 Mini prodotte. Va da se che le "300" sono obbligatoriamente di quel periodo. Non si conosce il numero esatto delle vetture (comunque fra i 300 e i 399 esemplari). Se si avesse il numero di telaio dell'ultima 1300 uscita da Lambrate, si potrebbe andare a ritroso e accertare con maggior precisione il range in cui sono state realizzate: NB: questi accessori venivano montati "random" sugli esemplari in catena.

Torniamo a noi. Come detto la gamma colori era quella delle altre Export, tuttavia, in base ai pochi esemplari sopravvisuti, appare che la Serie 300 fu allestita sulle vetture con le tinte meno richieste. Peccato non aver fatto censimenti in merito, ma posso dire, che l'arancio, il verde e il blu, furono i più usati; ipotizzo che essendo i meno venduti, quell'allestimento avrebbe reso più appetibile la vettura nonostante il colore. Nella catena di montaggio andavano a "pescare" le 1300 piu' brutte e le rendevano appetibili.

Dialogo far due Operai Innocenti:

dai Antonio, facciamo quella arancione che e' inguardabile.... Si Giuseppe, anche quella verde mela che mi ricorda i frutti di casa mia.

Salone dell'Auto di Torino 1974 (Archivio Schierano)

*Faccio una doverosa postilla per chiarezza storica, in base a una questione suggeritami dall'Amico Luca che mi ha fatto sorgere un dubbio. Non ho documentazione in merito a quanto citato, come non è sicuro al 100% il numero delle vetture "serie 300" allestite; la ricerca è basato solo sulla mia memoria "carbonio", avendone visto un paio, con lo stesso allestimento della "300", ma senza il tetto apribile; una su strada (verde scuro) in condizioni ottime in quanto solo con 5-8 anni di vita; la seconda (nera) in una demolizione dell'Alessandrino, a metà anni 80, dove insieme all'Amico Paul Lips le smontammo i vetri verdi (che dicono solo serie 300). Infatti, la Export pre "Serie 300", prodotta da fine 74 e Gennaio 75. è identica alla "300" salvo la mancanza del tetto apribile, dei vetri verdi e dell'Hellebore piccolo. La possibilità che qualcuno si sia avventurato nella trasformazione in anni sucessivi, di un Export in "Serie 300", è remota vista l'esigua rimanenza di produzione di quel fine 74 inizio 75 (poco più di 500 esemplari n.d.r.). Potrebbe tuttavia essere plausubile che partendo da un Export di quella rimanenza (rispettando quindi il periodo di costruzione), sia stata fatta una "300" quasi perfetta montando il Sunliner e il volantino. Per procurarsi queste cose era sufficente andare da un ricambista che trattava materiale "Ester" e dire: Buongiorno, vorrei un tetto apribile e un Hellebore da 34. Per i vetri verdi (non azzurri) invece, beh, la cosa sarebbe stata un pò, ++ complicata ma comunque fattibile.

 

Foto ufficiale: Innocenti Cooper 1300 Export prodotta da fine 74 e Gennaio 75 ( Archivio Viscardi)

Libretto di Circolazione Innocenti Mini Cooper 1300 Export 75 (Archivio Schierano)

"Vignetta"

Ipotesi di altre "Serie 300" senza tetto apribile:

1 "stress" con le Forze dell'Ordine; leggi incazzatura ogni volta che ti vedevano a 100 metri di distanza, , seguenti spiegazioni (!) "folli" ai tutori della Legge; sucessivo ritiro del libretto con seduta (impossibile ) in Motorizzazione come GE949900,

2 danneggiamento del tettuccio causa "scianca" (corsa fuorilegge n.d.r.), con successivo incidente e capottamento multiplo; abbastanza in uso in quei anni sia la scianca sia il capottamento.

3 infiltrazioni d'acqua irrisolvibili (leggi sotto Amarcord)

In tutti i casi la soluzione per aggirare il problema potrebbe essere stato lo smontaggio del Sunliner e chiusura del tetto per cessata attività.

Il Taglio

MI aggancio ulteriormente al discorso: avendo avuto una Mini che montava il Sunliner ho avuto la seguente impressione. Premessa: questo tetto apribile, in fase di montaggio, richiede il taglio di buona parte del tetto stesso della vettura, sul quale va poi fissato con dei grossi rivetti e l'interposizione di una guarnizione fra tetto e tetto apribile. Il taglio va fatto in questo modo in quanto la parte apribile scorre indietro dentro una "vasca" di contenimento che non puè essere alloggiata fra tetto e tetto a causa del suo spessore. il fatto che ho riscontrato è che la scocca perdeva leggermente rigidità; infatti, se si parcheggiava su di un marciapiede, scendendo da esso, si aveva la senzazione, come se la vettura si riassestasse dopo qualche decina di metri percorsi. Penso che sia un fatto comune riscontrabile sulle più recenti British Open dotate del Webasto. Il montaggio era proprio così in quanto lo ho potuto constatare smontandolo dalla Mini. In questo frangente ho un'altra bella storiella da raccontare.

Fine

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Le famose Cooper Downton nella livrea Britax

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........................................................... ................... Le Britax anni 60-70............................................................................ ...............Le più recenti Sabelt

Il tetto Sunliner era un accessorio in commercio presso i rivenditori specializzati che trattavano il "Made in England" e nulla aveva che vedere con gli altrettanto ottimi Webasto in tela altrettanto usati, specie sulle Inglesi; ovviamente il Sunliner si poteva montare sulla stragrande maggioranza delle vetture esistenti. Principalmente la Britax è stata una delle pioniere nella produzione delle cinture di sicurezza; la gamma comprendeva modelli per vetture stradali a 2 o 3 punti e per vetture da competizioni "a bretella". Inoltre erano disponibili anche altri accessori come il Bloster (bloccasterzo), i sedili per bambini con ancoraggio a 4 punti (incredibili nei anni 70 per la loro avanguardia) e altre cose ancore le per auto e per le moto.

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Alcuni accessori Britax dell'epoca

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Britax Surliner su Serie 300 Francese ampiamente rimaneggiata

Il Sunliner esisteva di due tipi che chiameremo per praticità Mk1 e Mk2 (ma come vedremo esiste anche un Mk3...). Le dimensioni erano uguali tranne lo spessore; l'Mk1 spuntava in altezza rispetto al tetto dell'auto di circa 2cm, mentre l'Mk2 meno di uno, quindi risultava quasi a filo; entrambi erano ricoperti in vinile nero. Avevano due guide che lo facevano scorrere nel suo alloggiamento nella parte interna della vettura, ma mentre l'Mk1 aveva una maniglia per farlo scorrere con blocco a scatto in posizione "chiuso", il 2 aveva un sistema con maniglia a rotazione che lo bloccava in modo ermetico. Infatti il modello Mk1 non era a vera tenuta stagna, ma vi era un gocciolatoio nella parte sottostante a quella mobile, che portava eventuali gocce d'acqua, a dei sfoghi posti ai quattro angoli; gli sfoghi erano collegati con altrettanti tubetti che erano sistemati nei montanti del tetto e portavano all'esterno eventuali residui d'acqua; l'uscita era all'interno dei parafanghi. Il modello Mk2 non dava alcun problemi di infiltrazioni se le guarnizioni erano in perfette condizioni, mentre l'Mk1 doveva avere canlette, sfoghi e tubetti sempre puliti, ma fatto questo, non vi erano infiltrazioni nel padiglione.

Britax Sunliner Mk1

Amarcord: Acquistai la mia GE949900 nell'84, dopo alcuni anni di digiuno Minista. La vettura in origine con targa Belluno e era stata trasformata in Special qui a Genova, partendo dalla base di un Mini Cooper 1300. Gli accessori di questa Special erano interessanti, infatti quando la presi montava: parafanghini C&B, cerchi in lega Dunlop, gomme 165, vetri fumè Helvetia (parabrezza compreso), tetto apribile , interno, sedili e plancia in alcantara, strumentazione supplementare, serbatoio destro (finto), fino a quando non montai uno di quelli tagliati con l'ascia (le belle repliche di adesso ce le sognavamo), Fusina, Koni, Maniflow, i mitici "tergicristallini" (tipo Abarth che avevano il pregio di NON pulire metà vetro) e altri parti e accessori Made in England. La acquistai da un Medico che in verità non ne sapeva molto, ma se la fece pagare profumatamente. Dopo una buona messa a punto (per delle sciocchezze andava malissimo) la Mini si rivelò un buon affare. Fino a quando... Una domenica mattina dovevamo andare con la "Cicci" (mia Moglie) a trovare dei parenti, quindi ci apprestammo a partire; lasciavo l'auto vicino a casa in una piazzetta dove la vettura rimaneva inclinata sulla destra; l'accesso era attraverso una brevissimo tratto di strada che immetteva sulla Provinciale. Pioveva; quando salii vidi che i bordi del cielo lungo le guide del tetto erano bagnati, ma non ci diedi molto peso; pensai che l'alcantara, essendo un tessuto tipo stoffa, risentisse dell'umido e ne avesse bevuta un pò... La "Cicci" salì e sedette lato passegero; io feci retromarcia e quando la vettura si immise sulla strada principale che era in piano... la Signora ricevette un mezzo gavettone d'acqua sul collo! Tuoni, lampi e fulmini, accidenti vari & maledizioni sulla macchina acquistata da poche settimane! Non vi dico il resto... Cessate le ostilità, nastrai dall'esterno il tettuccio alla meglio e facemmo il viaggio programmato. I giorni seguenti cercai di capire i perchè di questa doccia non programmata fatta dalla Mini alla mia Compagna; che era successo? Non ci fu molto da studiare; mi accorsi semplicemente che chi aveva montato il tettuccio, non solo non aveva messo i tubetti di sfogo, ma aveva anche tappato i quattro beccucci di scolo di cui era dotato! Chissà a cosa servono "stibbeccucci", avrà pensato! Presi quindi quell'occasione per eseguire quel lavoro già descritto che risulta indispensabile per non rischiare una doccia fuori programma; se invece , abitate nello Utah, zona di Bonneville Salt Lake potete anche lasciar perdere! Da allora mi godetti il mio Sunliner, (senza avere problemi), in tutte le occasioni possibili e ancor oggi, lo ricordo con piacere e nostalgia.

La mia Special dotata del Britax Sunliner Mk1 inizialmente dotato di... doccia. Notate anche i cerchi nel frattempo diventato OZ...

Jackie Stewart e Consorte, testimonial Britax.

Ho realizzato questa pagina nel momento in cui finalmente sono ritornato in possesso di questo raro depliant pubblicitario dell'epoca. Come vedete i grandi campioni di un tempo non avevano problemi a metterci la loro faccia. Stewart, essendo da sempre un uomo Ford, non poteva che essere a bordo di una vettura di questa marca, una Escort Mk2 per inciso. L'antagonismo sportivo fra gruppo Ford e BMC in Inghilterra, era all'epoca molto sentito, a pari di quello fra Lancia e Fiat nei rally qui da noi.

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...............Le cinture di sicurezza dovevano essere rigorosamente Britax...................................................................................................Seggiolino anatomico per bambini Britax.

Lo sviluppo delle cinture di sicurezza in Gran Bretagna ebbe una forte accelerazione da quando nei anni 60 divennero obbligatorie (primo paese in Europa). La fu leader per molti decenni non solo in GB, ma anche nel resto d'Europa. Attualmente il marchio è fra i migliori nella produzione di seggiolini per auto.

Sarah, mia Figlia (ora cresciutella) , se la dorme tranquillamente avvolta nell'anatomico Britax

Questo seggiolino per bambini della è fatto come un vero anatomico; lo acquistai al considerevole prezzo di 60 milalire nel 1975. Il sedile andava fissato utilizzando gli attacchi posteriori delle cinture di sicurezza, ma se ciò non era possibile, le istruzioni spiegavano come operare per il fissaggio; il mini-anatomico aveva ben 4 punti di ancoraggio alla scocca dell'auto, 4 sul seggiolino, mentre i 5 nastri confluivano in un unico sgancio centrale, simile a quello delle auto da competizione; veniva prodotto nel colore nero e rosso, mentre le cinture erano nel canonico giallo Britax. In Italia, non essendoci normative in merito, all'epoca, la stragrande maggioranza dell'utenza, trasportava i propri figli o in braccio del passegero, o su i seggiolini che si sganciavano dai passegini e facevano anche uso per auto; erano dotati di cintura ventrale e venivano fissati solamente con due mezzelune da agganciare allo schienale; fortunatamente oggi, appaiono come una follia totale! Se si frenava violentemente, in caso di emergenza, nella migliore delle ipotesi il sedilino del bimbo si granciava e l'infante ruzzolava nell'abitacolo, oppure nel caso più drammatico, veniva lanciato contro il cristallo anteriore. Va detto che molte auto non avevano neanche il blocco dei sedili anteriori sul pavimento (specie le 2 porte) e quindi, in caso di brusca frenata, potevano basculare verso il cruscotto con immaginabili conseguenze; inutile dire che le due mezzelune di aggancio (fatte da tubetto di ferro), non erano sicuramente adeguate a un sia pur minimo livello di sicurezza. Abbiamo impiegato altri trentanni qui da noi per rendere cinture e seggiolini obbligatori. Complimenti.

La publicità della Sabelt, che commercializzava e in seguito costruiva su licenza le famose cinture di sicurezza.

L'etichetta delle cinture, ovviamente senza nessuna omologazione UE

Officine Reggiane

Gennaio 2015