Concessionari Moto a Genova e zone limitrofe 1960 - 1970

Di Giacomo Poggio e con la gentile collaborazione di Franco Bonadonna

Concessionario in ROSSO, sopra i Marchi trattati

Come vedrete le moto che appaiono accanto al proprio marchio sono molto variegate; si va da quelle restaurate, alle conservate e alle trasformate; il tutto nel pieno spirito motociclistico. Volutamente si è voluto lasciare alla libera interpretazione di chi scrive l'accostamento desiderato; non vi è quindi logica di successo delle vendite, ne flop commerciali e tantomeno ricerca del meglio in assoluto. Le foto pubblicate sono solo del marchio trattato dal concessionario.

ACMA

Bruzzo (Loc. Ponte X°)

Casa della Moto di Catalano (Loc. Sanpierdarena)

Chiabrera

Dell'Orso

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Fantoni

Fasce F.lli

Gambaro

Ghersi

Grana

 

Foto da Internet http://motomuller.blogspot.it/

Hobby Motor di Placido * PS: qui comprai il mio Penton 125 Six Day e il mio Guazzoni 100 Regolarità Casa (nuovi).

* Multimarche; le moto provenivano in gran parte da Milano, dove Placido si riforniva. Con il suo furgone andava direttamente in Guazzoni, da Ghezzi per le Inglesi, da Borgarello per le Spagnole, da Portelli per le Maico, da Enea Rossi per le Hercules e dall'importatore Farioli per le Penton/Ktm; anche per questo motivo a metà anni 60 è diventato il punto di riferimento per i Regolaristi Genovesi.

Janua Sport

Lambro Genova

La Moto dal 1946

Pierini

Riccò

Risso

Rivale PS: questo concessionario era in Via Rivale, ma non ne ricordo il nome e non sono riuscito a trovare nessun aiuto; lo chiameremo quindi con il nome della Via

Peppino Romei

Romei

Sedazzari

Foto da Internet "Piccoli & Bastardi"

Sguazzini (Loc. Busalla)

Vecchio F.lli PS: qui comprai il mio Rondine Speedy (nuovo).

Vinelli

Amarcord

In quel decennio vi fu una autentica rivoluzione nel mondo delle due ruote; con l'inizio del consumismo e del boom economico, la crisi nel settore delle due ruote si fece pesante. La crescita economica fece si che molte famiglie potessero ambire a una piccola vettura utilitaria al posto di una sia pur più economica motocicletta. Molti marchi del periodo post bellico sparirono travolti dal crollo delle vendite; altri, riuscirono a resistere rinnovando la produzione e sfornando nuove proposte; nello stesso periodo, molti piccoli costruttori si affaccarono sul mercato utilitario dei ciclomotori e delle ottavo di Litro; va ricordato che proprio in questo decennio i ciclomotori ebbero una impennata spaventosa nelle vendite, sia nei modelli utilitari, sia in quelli sportivi e ultra performanti. Le due ruote si stavano trasformando da oggetto di utilità per gli spostamenti, a l'uso prettamente ludico; di fatto, quella generazione, passata suo malgrado attraverso gli orrori della II^ Guerra Mondiale, si rimboccò le maniche, per fare in modo che i loro Figli usufruirono di questi benefici.

In quel periodo l'importazione delle Giapponesi era calmierata a 2000 esemplari annui in totale, una goccia quindi; la nostra industria andava tutelata e questo era il sistema più semplice. Prendiamo a esempio le 125 che era una delle cilindrate che si vendevano ancora bene: noi producevamo monocilindriche a 4 tempi come Gilera, Morini, Guzzi, ecc; ottime moto,certo, affidabili, parche nei consumi (chi li guardava allora?), ma decisamente con tecnologia obsoleta. I Jap dopo aver passato anni a copiare moto Italiane, Inglesi e Tedesche, hanno imparato e appreso tutto ciò che c'era; quando hanno deciso di "invadere" il mercato Mondiale delle due ruote, beh, inutile negarlo, ma non ce ne è stato più per nessuno. Guardare per credere.

Ad esempio prendiamo in considerazione costruttori di una certa statura a livello Planetario.

La tradizionalissima industria Inglese è stata letteralmente spazzata via.

In quella Tedesca, grazie alla qualità "Teutonica" dei loro mezzi, si è salvata BMW

In USA per tenere in vita la loro Harley Davidson, avevano portato le tasse di importazione sulle Jap a livelli vertiginosi.

Qui da noi in Italia, nonostante si dormisse, ce la siamo cavata leccandoci le ferite, ma tutto sommato non è stata una catastrofe totale.

Infine, i produttori di altri paesi? Stendiamo un velo pietoso...

Dopo le moto, anche le auto, ma questa è un'altra storia...

Usate solo questa benzina....

Aggiornato ottobre 2013