Storia di una meraviglioso sistema di sospensione.

Spaccato del polmone Hydrolastic

Studiato inizialmente per le Mini, venne in contemporanea utilizzato sulle Morris 1100 e derivate quali le Italiane Innocenti Jm3 (e sorelle); in seguito sulle Allegro, sulle Maxi e con leggere modifiche sulle Metro (Hydragas).

Una Hydro ancora impachettata

La sospensione Hydrolastic è a dir poco geniale; si tratta di quattro unità chiamati polmoni collegate fra di loro a due a due (ant. e post DX ant. e post. SX) tramite tubature in gomma speciale nella parte iniziale, in rame o alluminio ad alta resistenza nel circuito

Il tubo speciale in gomma Dunlop all'uscita di polmoni

Al loro interno e in tutte le canalizzazioni vi è un liquido apposito di colore verde a bassissima viscosità, ma tenuto nel circuito ad elevata pressione (sino a 25atm.) La carica del liquido viene effettuata tramite una pompa speciale collegabile con due valvole simile a quelle delle camere d'aria, poste nella parte inferiore e posteriore di tutte le vetture dotate di questo sistema di sospensioni. Le peculiarità delle "Hydro" erano molte; grande confort di marcia, ottima tenuta di strada e praticamente nessuna manutenzione; per contro vi era una certa propensione al rollio in curva e un scarso bilanciamento anteriore posteriore in caso di percorrenza a pieno carico. A decretarne l'abbandono fu tuttavia l'elevato costo di produzione rispetto a sistemi tradizionali quali i coni in gomma o gli ammortizzatori idrauluci e le molle. A metà anni 60, per le competizioni, vennero allestiti dei polmoni speciali dotati di un altro tipo di liquido (più viscoso) che le rendeva più rigide e meno soggette al rollio le vettura in curva; in ogni caso i piloti continuavano a preferire il sistema tradizionale a coni di gomma, chiamato comunemente "secco". Fra le Inglesi le ultime Mini a montarle furono le nobili (e oggi preziose) Mini Cooper S Mk3 ad inizio anni 70; le Innocenti ne beneficiarono sino al modello Mini Cooper Mk3 e Mini 850 Mk3 che uscirono di produzione nel 1971. Questo per quello che riguarda la Mini. Su altre vetture del gruppo, partendo dalla Maxi, passando all'Allegro e in seguito alla Metro, furono aprezzate protagoniste sino ai anni 80.

Le speciali ST

Per il massacrante East African Safari venne allestita una vettura con una pompa dotata di uno sdoppiatore posta nell'abitacolo e collegata direttamente alle due valvole nella parte posteriore della vettura; questo sistema permetteva al navigatore di variare l'assetto in caso di bisogno senza doversi fermare.

Il sistema di sospensione ad altezza variabile adottato per il Rally Safari

Nota di Colore

Vorrei ricordare che scaricando il circuito la Mini assumeva un aspetto estramamente pistaiolo; senza esagerare però, altrimenti, la carrozzeria si appoggiava direttamente sui tamponi e le ruote nei passaruota! Viceversa, caricando il circuito (sempre con la detta pompa) si poteva arrivare ad avere fra ruota e parafango uno spazio di ben 10 cm; questa ultima operazione aumentava di molto l'altezza del fondo scocca da terra e permetteva i transiti su strade sterrate anche ad alta velocità e senza nessun affanno!

La Mini Works della Bembros Motors di Nairobi preparata per il Rally Safari

Da evitare assolutamente il tentativo di ricarica del circuito Hydrolastic con l'aria compressa gonfiaggio pneumatici dei distributori di carburante. Motivo? Avreste l'effetto contrario: sarebbe il vostri circuito Hydro (con le sue + 20atm) a "caricare" la colonnina dell'aria compressa con nefasti risultati per la colonnina stessa!! Come detto le Hydro furono utilizzate anche su altre vetture del gruppo utilizzando polmoni più grandi a causa delle dimensioni e i pesi delle stesse. Proprio su queste berline da famiglia maggiormente se ne poteva ( e si può) apprezzare il fantastico confort di marcia simile a quelle delle vetture Made in USA, nonchè l'ottima tenuta di strada.

Il sistema Hydrolastic di una sospensione posteriore della Morris 1300Gt

L'indispensabile pompa per il gonfiaggio delle Hydro

Maxi