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La nostra Mini sta in strada già di suo; migliora ulteriormente la sua tenuta con o

La pagina degli

di Giacomo Poggio

A metà pagina Scoop!

Piazzale stoccaggio Lambrate: guardate bene, magari lì in mezzo c'era anche la vostra...

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La pista di prova attorno allo stabilimento.

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Il Sessantotto...

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Scoop!

Una Verità

Avevo diciannove anni quando un giorno di fine 71' andai dal mio meccanico moto in quel di Ronco Scrivia (Ge). I Fratelli Feletti da due generazioni avevano una atrezzata officina di riparazione moto e erano anche concessionari Lambretta. A inizio di questo decennio la motorizzazione di massa si stava espandendo a macchia d'olio; questo fu il motivo che per cui, grazie al fatto di commercializzare già lo scooter di Lambrate, da loro si poteva anche acquistare la Mini e gli altri modelli della casa. Ripeto era fine 1971; in catalogo l'Innocenti aveva le varie versioni Mk3, ma da li a poco già si sapeva dell'entrata in produzione di una "bomba" milletrè. Avrebbe dovuto venire alla luce all'inizio dell'anno seguente e tutti i concessionari attendevano con trepidazione. Va detto che l'ultimo milletre Mini stava per uscire di produzione; infatti a fine 71' il Morris (Austin) Cooper S Mk3 terminava il suo ciclo. Passò circa un mese, forse era Dicembre, massimo Gennaio 72'; ritornai dai Feletti per un lavoretto sulla mia X200 Ancillotti. Carlo, che si occupava del lato amministrativo, mi disse: "guarda, sono arrivati i primi depliant della Mini Cooper 1300". Non avevo ancora la macchina pur essendo diciannovenne, ma la Mini per me profumava da qualche anno di rally. Avevo letto delle grandi imprese al Montecarlo e in tanti altri Rally Europei; la vettura era sinonimo di sportività e per i "ragazzi" della mia età, il Cooper S (inarrivabile se non 20 anni dopo), era quello "che fa i 200... e ha i due serbatoi. I duecento "allora" erano frutto ovviamente di leggende legate al fatto che il tachimetro era scalato sino a tale velocità; non eravamo smaliziati come oggi, inoltre, ci si basava anche sulla "buona fede" delle case automobilistiche... L'onestà, questa sconosciuta! Presi uno dei depliant; la foto in prima pagina mostrava il "culo" della nuova Cooper Innocenti, di colore rosso con il tetto nero; aprii l'opuscolo al centro, a mò di partecipazione matrimoniale e all'interno vi trovai altre foto e le caratteristiche tecniche della vettura. Immagini delle ruote, della bellissima strumentazione, degli interni sportivi e eleganti, il motore con servofreno e radiatore dell'olio. Nella tabella riassuntiva dei dati spiccavano i 71Hp e gli "oltre" 160Km/h. Mica male, chissà che ripresa, è un fulmine già il mille dissi; chiusi l'opuscolo, così facendo il "culo" della Mini tagliato a metà tornò a ricomporsi; guardai ancora: bello lo scarico cromato, poi rimasi folgorato... Ha due serbatoi??????????? Ci hanno messo due sebatoi come l' ""??? Quindi, uscito di scena l' S Inglese, a un costo decisamente inferiore si poteva avere un "quasi Cooper S", con delle finiture senza confronti con le sorelle d'Oltremanica. Meraviglia e tentazione...

La vettura uscì nei concessionari da li a poco, ma non vi era più alcuna traccia del "doppio serbatoio" e i depliant precedentemente mandati vennero frettolosamente cestinati e rimpiazzati con quelli nuovi; "quasi" nessuno si accorse di nulla... E' plausibile che i costi ne sconsigliarono l'utilizzo e a Lambrate si ripiegò su un serbatoio maggiorato. Meglio buttare qualche migliaio di opuscoli che far lievitare inevitabilmente il prezzo della vettura.

Parere personale; penso fosse anche una questione psicologica; stavamo andando verso la gravissima crisi energetica del 73 (Austerity con domeniche a piedi n.d.r.), che già si sentiva nell'aria a causa delle forti tensioni nei paesi del Medio Oriente; gli uomini di Lambrate, preposti alla progettazione (a malincuore), ma sopratutto quelli del marcketing, ci ragionarono sopra e dedussero quanto segue: per un'auto avere due serbatoi avrebbe fatto scattare nel cervello del potenziale acquirente questa semplicissima equazione, + serbatoi + consumo! Da lì, il passo fu breve...

Torniamo a noi. Di tutto questo non rimane nulla, se non la memoria storica di un "ragazzo" ormai non più tale, che ha ben impresso questo fatto; a molti potrebbe risultare una favola o una bufala, ma a me non interessa; penso di essere ormai in una posizione che mi mette al riparo da ogni polemica, discussione o malvagità altrui. Oggi purtroppo le persone, vizio orrendo, stanno poco ad ascoltare e vogliono sempre imporre la propria "verità". La memoria storica dei fatti o si ha, oppure, bisogna ascoltarla da chi ha vissuto quei momenti. Per anni ho cercato di rintracciare uno di quei "maledetti" preserie (lo pagherei a peso d'oro), ma inutilmente. La storia è pochissimo conosciuta, il lasso di tempo intercorso fu veramente breve e come già detto, vennero fatti sparire alla velocità della luce. Oggi averne uno sarebbe un pò come per un filatelico avere il famosissimo Gronchi rosa; è altresì probabile che pochi (se non attenti apassionati), abbiano notato il particolare in questione.

Quando ormai, dopo + 35 anni, avevo perso le speranze...

Recentemete (si fa per dire...) ho trovato del materiale cartaceo, o meglio, mi è stato offerto; si trattava di cose molto interessanti; cataloghi ricambi per varie vetture della "famiglia" come: MG, Innocenti J4, Austin Maxi, Morris Gt; depliant, prontuari tempi di lavoro per officine autorizzate, libri di meccanica, manuali, alcune foto di vetture in corsa, una di nave della marina militare (!) ecc, ecc. Inoltre, una striscia di foto ingiallita, più di venti (come le foto tessera ma leggermente più grandi e oblunghe) tutte in b/n, raffiguranti cose molto interessanti; fra queste: Mini Vip (prototipo Bertone), GT (la granturismo di casa Innocenti mai venuta alla luce), Moke & Beretta Armi, le SRV della Leyland, delle incomprensibili (per me), schede di reclamo, schede tecniche varie, ecc, e... QUELLE SOTTO. Provenienza (così mi è stato detto) zona Torino. Sembrerebbe una publicità o un manifesto, presumibilmente (ovviamente) mai andata/o in stampa, Tuttavia, date le dimensioni della "striscia", dovrebbero essere tratte da microfilm come provino; un sistema analogico che viene ancora oggi usato come archiviazione di alta qualità; La stampa da questo tipo di supporto risulta tuttavia molto più complicata rispetto a quella che oggi tutti usano in digitale. Se così fosse, veramente un peccato non avere recuperato la bobina stessa; io penso che una di queste "mini pizze", contengano centinaia, se non migliaia, di fotogrammi in altissima definizione. Vedremo...

<<<La "striscia">>>

...... A..... B ...

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Una Leggenda.

Come detto a fine 71' il Mk3 andò in pensione. Fu l'ultima Mini a montare l'Hydrolastic , i due serbatoi... e fu l'ultima con blocco motore 12H-1275 S... Tuttavia nei anni seguenti si vociferava che a Longbridge, alla fine della produzione, erano rimasti ancora un centinaio di queste unità (nere ovviamente) e che furono mandate in Italia per essere installate sulle primissime Cooper 1300 di Lambrate. Nessuno può saperlo, il fatto è inaccertabile; chi ci avrebbe fatto caso allora? Probabilmente nessuno; fosse adesso...

A tutti noi però la leggenda piace sia finita così.

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Ma è una Leggenda?

Come detto a fine 71' il Mk3 andò in pensione. Fu l'ultima Mini a montare l'Hydrolastic , i due serbatoi... e fu l'ultima con blocco motore 12H-1275 S... Incomincio con le stesse frasi dell'articolo precedente. Per quale motivo? Proprio in questi giorni ho comprato a Novegro un libro (l'ennesimo) sulla nostra Amata, che è stato pubblicato quest'anno. Oltre a tutto il resto, con anche foto inedite, all'interno, una tabella che potrebbe fare di una leggenda una solida realtà. Evidentemente nella leggenda c'era del vero. Infatti a me risulta che di SMk3 "veri" ne siano stati costruiti molti ma molti di meno; questo farebbe si che "il centinaio" di motori S, diventi migliaia di vetture ex-S! Questa tesi verrebbe ulteriormente confermata dal fatto precedente legato ai depliant preserie di Innocenti Mini Cooper 1300 con serbatoio destro.

Però a me vengono comunque dei dubbi...

Da Fly-Off notiziario del Mini Cooper Club Italia unico Club Mini nel 1987 a cui ero iscritto. Stralcio di un articolo di approfondimento sullo "sconosciuto" Cooper S Mk3.

A confermare quanto detto e come ulteriore approfondimento: Ogni leggenda ha un Fondo di verità

Come il titolo del libro di Tom Egeland, dopo questa nuova notizia, ancor più...

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Una Rarità

Lo scorso fine settimana ero al mercatino di Novegro con "il Miki", come dicono i Milanesi.Sabato e domenica erano dedicati al mercatino, mentre il venerdì mattina era per il "turismo", specie nella zona del prato dove qualche volta si fanno buoni acquisti. La parte del mercato verso Linate si è ulteriormente allargata per far posto a nuovi espositori. Abbiamo potuto ammirare un bel Morris 850 Mk1 Automatic, completo e originale con tanto di targa nera MID; con documenti ovviamente; un bel pezzo anche se non si tratta di una Cooper. Continuando il nosto giro, ci siamo imbattuti in uno dei pochi espositori che trattano materiale da auto (Novegro è al 90% motociclette e ricambi per esse n.d.r). Ovvio cosa stavamo cercando e qualcosa è saltato fuori: un pò di lamierati, un paio di mascherine da Cooper 1000, una da Mini 1000, tutto nuovo. Nel furgone il "tizio" aveva anche un paio di cofani anteriori, due portiere da Inno 1300 e una insegna Austin Rover luminosa ancora nella cassa di legno.

C

Inutile dire che il Miki non si è fatto sfuggire gli oggetti e ha comprato tutto (perchè c'era il prezzo dice lui)! Tornando verso lo stand, Miki notò qualcosa... già... cosa c'era di tanto strano in quel gruppo di ricambi? Un parafango, una calandra, mascherine,cofani, le portiere...; le portiere da Innocenti. Il deflettore, mancava il deflettore. Qualcuno penserà all'"intermedio" Mk3 (come le Rover comunque), troppo semplice. In verità il deflettore c'era, ma era fisso; mai visto qualcosa del genere? La marca del vetro è "canonica" per le Inno, cioè Sicursiv"; le tasche (ovviamente rotte), i pannelli, le maniglie, tutto corrispondeva; le portiere erano montate su una Mini Cooper 1300 Export, haimè demolita, di qui rimangono solo questi pezzi. Troppo ben fatte per essere artigianali; fate un pò di ricerca e scoprite da soli chi le utilizzava e su che Mini venivano montate...

D

E

Le spiegazioni esatte sono state due; la prima in assoluto di Franco Panella (te pareva), fra i massimi esperti della storia Mini; la seconda è quella inserita di seguito.


di Stefano Corapi

il deflettore fisso era dotazione standard per le Inno destinate al mercato tedesco, insieme ai fanalini posizione in plastica arancione, ai parafanghini, diverso pannello riscaldamento con interruttore 4 frecce e diverso contenitore per il liquido tergicristallo. Erano inoltre prensenti (visibili nel cofano posteriore), i rinforzi e i dadi saldati onde permettere il montaggio delle cinture di sicurezza posteriori.

Le dotazioni specifiche per il mercato tedesco erano dettate dalle leggi sulla sicurezza di quel paese,molto avanti sulle nostre, per cui le manigliette di apertura dei deflettori non erano approvate dalle leggi tedesche perchè pericolose in caso d'incidente. Le modifiche introdotte sulla serie export come il piantone più collassabile, gli interruttori a bilanciere e altri dettagli erano state fatte per poter commercializzare le vetture anche all'estero.

Le vetture allestite per i mercati esteri avevano stampata la lettera di destinazione sil lamierato anteriore accanto all'aggancio del perno cofano motore, sulla destra. Le lettere erano D, B, F.

Come si può notare da questa foto publicitaria dell'epoca mancano i deflettori. La vettura oltre alle differenze descritte erano anche dotate di questo "gigantesco" e sporgente retrovosore esterno. (da noi non era neanche obbligatorio n.d.r.)

Inoltre, da ricordare, che molte Export furono vendute sottocosto alla Leyland Belgique che le trasportava via treno a Seneffe e con un'escamotage le faceva apparire costruite lì per evitare i dazi; si ipotizza che venissero mandate le scocche già abbigliate ma senza motore, che veniva spedito a parte e montato in loco.

Cosa non s'inventavano pur di vendere... Anche la Stratos, che se permettete è auto di altro spessore (le ultime 50 giaccquero invendute per svariato tempo e furono commercializzate sottocosto n.d.r.) subì quest'onta! Oggi invece, aiutati dalle flamigerate rottamazioni sono state fatte autentiche "strage degli innocenti", dove innocenti figura casualmente, ma vale per tutte le povere auto dei anni 80 e 90 che lasceranno un buco generazionale ai posteri. Fra alcune decine di anni sarà più rara una Rover 200 o una Stilo di una Ferrari GTO!

Ricordate tutti: non si finisce mai di imparare...

Prova su strada delle Innocenti Mini 1000, 1001, Cooper 1300

Replica targhetta codice colore

Lambrate

Codice Colori

Hydrolastic