Operazione HT

Hard Top per Mini Moke, vera chicca per "Mokisti" incalliti

Dopo soli quattro anni l'importazione in Italia della Mini Moke cesso' (1966-1969). Le versioni con la nostra cara ruotina da 10 pollici continuo' a fare il suo servizio nelle principali localita' balneari Italiane. Qui da me in Liguria ce ne erano moltissimi lungo la costa, ma ovviamente, apparivano solo nei mesi estivi. I proprietari li usavano come tender spiaggia-casa e per lo shoping del fine settimana; a settembre, sparivano dalla circolazione, venivano messi in letargo nei loro garage e non venivano utilizzati sino alla nuova estate. Stessa cosa succedeva in Costa Smeralda, sulla Amalfitana e un po' in tutte le localita' di mare del nostro bel paese. Questo non vuol dire che non ne siano state vendute in altre regioni, (ne ho visto targate Udine e Aosta n.d.r.), ma ovvio, era e resta un'auto balneare e per il tempo libero. Unica versione "chiusa" o meglio adattata per un utilizzo a 360 gradi, fu realizzata della Pavesi, con l'aggiunta di portiere in tela, oltre a nuovi sedili imbottiti e altri accessori che non giovo' in modo significativo all'estetica della vettura. Va ricordato che le Austin/Morris non avevano i deflettori anteriori e come copertura erano dotate solo di un telino tipo Jeep Whillis.

La versione Austin/Morris

La publicita' congiunta della SIDA e Armi Beretta apparsa su Quattroruote a meta' anni 60.

La versione trasformata chiusa by Pavesi

Nel 1978 Fattori & Montani (Roma), decisero di importare autonomamente dall'Australia la Moke Californian 998cc in versione N e de Luxe. La vettura ebbe un buon successo di vendita, grazie sopratutto alle sue "ruotone" da 13 che la rendevono piu' alta e piu' rassomigliante a un vero fuoristrada. F&M offriva nei suoi optional anche l'Hard-top, che permetteva l'uso del mezzo praticamente tutto l'anno; l'accessorio era realizzato in fiberglass, con portiere e deflettori in Lexan, laterali fiissi in vetro temprato e lunotto anch'esso in vetro. Esiste tuttora una ditta di Roma, la Fiberglass Italia, che produce (o lo produceva sino a pochi anni fa') un Hard-Top specifico per il Moke, ma leggermente diverso da quello usato dall'importatore Romano e sicuramente piu' pratico. Nel primo (F&M) l'e portiere in lexan erano scorrevoli e molto pratiche; l'accesso ai sedili posteriori, era pero' solo attraverso il sedile ribaltabile lato passeggero (i vetri posteriori erano fissi n.d.r.), mentre il lunotto posteriore pur essendo apribile, non era per nulla pratico, risultando alto rispetto al piano di carico; analizzando, succedeva quindi di restare un po' penalizzati nell'utilizzo delle parte posteriore. Nota di colore (estetica piu' che pratica), il portapacchi integrato nella struttura stessa da' un certo tono al mezzo. Ultima analisi; nella versione De Luxe (che montava sedili piu' confortevoli con poggiatesta n.d.r.), l'operazione di accesso ai posti dietro risulta proibita per chi pesa piu' di 80 chili o semplicemente e' un po' "rotondetto", e' invece per gli altri, un fantastico esercizio da veri contorsionisti!

Amarcord: ho avuto la fortuna di vedere esposta la Californian al salone dell'Automobile di Torino nel 1978; il piccolo stand era sistemato in un angolo del padiglione e vi era un solo esemplare blue pervinca (se ricordo bene); il tutto contrastava molto con i giganteschi spazi dei vari costruttori, ma il successo ci fu e venne poi confermato dalla vendita di un buon numero di esemplari della "muscolosa" Moke Australiana.

Publicita' Californian + HT dei anni 80 su Quattroruote

L'hard-Top della Fiberglass Italia (fatto su misura per le Portoghesi e le by Cagiva n.d.r.) era molto simile, ma la differenza stava nelle portiere posteriori (sempre scorrevoli ma in senso contrario a quelle davanti n.d.r.), che permettevano quindi un accesso ottimale ai sedili dietro; il lunotto posteriore molto ampio era pero' fisso; va inoltre detto che le "Made in Portogallo" avevano uno scatolato apribile dietro i sedili posteriori a uso ripostiglio bagagli; infine il tetto era piatto e senza portapacchi. Le cosidette "Portoghesi" erano costruite nello stabilimento Austin/Rover, la cui produzione prosegui', dopo l'acquisizione da parte della Cagiva Group, sino al 1993.

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Qui ritratto il primo hard-top della Fiberglass Italia che vedo montato dal vivo e tocco con mano. All' IMM 2016 in Belgio ho potuto constatare che il lunotto posteriore (molto ampio) e' pero' fisso.

Dal catalogo Fiberglass Italia. Questo e' il modello per le "Portoghesi e "by Cagiva", ma con piccole modifiche si monta anche su agli altri Moke.

Catalogo Fiberglass Italia

 

Esteticamente tutti e due non erano il massimo una volta montati sulla vettura, che perdeva di armoniosita'; per contro, il loro utilizzo permetteva l'uso 365 giorni l'anno. Infine, il loro montaggio/smontaggio era particolarmente rapido; c'erano da svitare solo 6 bulloni che lo fissavano alla scocca, alcune viti su i deflettori, mentre sul parabrezza, era fermato con un semplice incastro, utilizzando i fissaggi presenti della capote in tela. Tempo di montaggio/smontaggio circa 1 ora.

Tutta questa spiegazione/premessa su questo strano (e raro) accessorio, per arrivare a cosa? Ora vi spierghero' meglio. Dopo l'acquisto di un Californian nel 2005, dotato di Hard-Top, decidemmo insieme al mio "socio", di dotare il mezzo di un classico tendalino minimalista. Io realizzai la truttura in tubo (non pieghevole), mentre della copertura, se ne occupo' Mici, un abile artigiano della mia zona.

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L'Australiano con l'Hard-Top optional. La Moke dopo il recupero avvenuto nel 2005

Lo stesso Moke trasformato con tendalino

Dopo la velocissima vendita del Californian telonato, resto' l' Hard-Top 'sfuso", che nel nostro intento, avrebbe dovuto fruttarci ancora un po' di denaro. In verita' venne inserzionato su Internet piu' volte, ma nonostante l'interesse di alcune persone, non se ne fece nulla; il problema maggiore sembrava il trasporto, che avrebbe pesantemente influito sul prezzo di acquisto. La Plexiglass Italia lo aveva ancora disponibile, e nel 2005 costava la bella sommetta di 1800 Euro. Cercammo quindi di piazzare il nostro usato alla cifra (onesta direi) di 800, poi provammo a 600, per finire ci saremmo accontentati di 400 Euro; paletto ultimo sotto il quale piuttosto, lo avrei fatto a pezzi con la mazza! Purtroppo il problema era sempre lo stesso e non avemmo mai un contatto veramente interessato nelle vicinanze; solo tante chiacchiere, tanti perditempo e nulla piu'. L'oggetto era rimessato a casa mia e come un parente scomodo, venne spostato a piu' riprese in diversi posti, ma sempre all'interno della mia proprieta'. Ero abbastanza stufo di vedermelo ronzare attorno e non vedevo l'ora di trovare un acquirente per sbolognarlo. Erano passati nel frattempo quasi dieci anni e capirete che avevo ben ragioni da vendere in merito alla situazione. La scorsa estate (2015), dovendolo spostare per l'ennesima volta, decisi di posizionarlo provvisoriamente sul mio Californian che in quel momento era "nuda come un verme". Fu ovviamente un lavoro che duro pochi minuti; con l'aiuto della Cicci (la mia compagna da sempre), lo prendemmo da i due lati e lo posammo sul Moke. Fu a quel punto che Lei esclamo': "beh, non e' mica brutto; e' buffa, ma sta bene". Nella testa mi scatto' qualcosa come una molla... decisi che me lo sarei comprato. Diedi quindi la meta' (200 Euro n.d.r.) del valore minimo di vendita al mio "socio" in affari e il gioco era fatto. Adesso avrei potuto farne cio' che volevo; vernderlo, spaccarlo, restaurarlo, trasformarlo...

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Varie sistemazioni: sul lastricato del giardino, nel garage, nel Box Verde

sul prato

e sulla testa del mio Moke

... e qui ora viene il bello.

L'oggetto aveva comunque bisogno di un po' di lifting (si dice cosi'?); le guarnizioni erano secche e le portiere in Lexan ingiallite; due lavori assolutamente da fare. la struttura era integra e senza spaccature; sarebbe stato sufficiente una bella ripulita al tutto e una "mano di bianco" come in una casa nuova. Rimaneva pero' la difficile problematica dell'accesso dietro; da anni il mio Moke non monta piu' i sedili posteriori in quanto mai utilizzati, per cui, il vano e' un perfetto piano di carico. Come risolvere il problema per non perdere una delle grandi doti che ha il mezzo: la praticita' nel caricare...?

L'idea era quella di utilizzarlo per l'IMM 2016 che si sarebbe svolto in Belgio; un viaggio piu' confortevole e la possibilita' di non temere piu' di tanto la pioggia (che in quella zona ce' di casa) non mi dispiaceva affatto, ma era necessario fare qualche modifica per renderlo piu' funzionale. L'ideale sarebbe stato rendere i vetri posteriori apribili a compasso, ma sapevo gia' che il loro peso e la loro ampiezza non lo avrebbe permesso; a meno che non si rinforzasse il montante o sustituire i vetri con il Lexan. Mah...

C'era un'altra possibilita'; un mio sogno e mio desiderio mai appagato nei anni, quello di avere una vettura Pick-Up. C'ero andato vicino anni fa con il progetto del Mini Pick-Up, poi abbandonato per manifesta inferiorita' (era marcio come un fungo)! Erano gli anni che non si trovava nessun ricambio di carrozzeria per questo modello e quello che possedevo io ne aveva tanto, ma tanto bisogno di pezzi da sostituire; altro sogno, era quello di una El Camino ma, costi, dimensioni, ecc, lo fecero rimanere tale. Sogno nel cassetto (non si sa mai e questo ce' ancora) e' comprare una abbordabilissima Subaru Brat; purtroppo e' un modello mai importato in Europa e quindi c'e' la difficolta' di acquistarne una (perfetta) oltre oceano. Detto questo, con una idea e un po' di fantasia, progettai una operazione (per le mie forze e capacita') non da poco.

Tagliare (!) l'Hard-Top e costruire una cabina a due posti,

dietro sarebbe rimasto il cassone di carico e la parte abitativa sarebbe stata piu confortevole e calda. Non era una idea nuova, assolutamente, ma gia' realizzata in Inghilterra e Australia decine di anni prima.

L'accessorista Inglese Burton, come recita la didascalia, aveva in catalogo 100 accessori per la Mini Moke, compresa questa cabina Pick-Up

Questa la versione costruito da Leyland Australia. Un mezzo studiato appositamente per il lavoro.

tagliare l'Hard-Top, facile a dirsi, molto piu' complicato farlo; pensai di farlo fare da chi era esperto di barche in vetroresina e che aveva anche lavorato su un paio di Marcos, ma la cosa sarebbe diventata troppo costosa; la mia priorita' era quella di fare il tutto con la massima economia... Avevo tutto l'inverno/primavera per riflettere e per realizzare (prima di maggio ovviamente) il mio ambizioso progetto.

A inizio Gennaio, esaurito il mio lavoro sul Rondine Squalo, presi come si suol dire, il toro per le corna e iniziai i lavori nella depandance di casa mia, dove, normalmente riposa il mio Moke. Questo il programma da eseguire nel mio piccolo atelier riscaldato.

Depandance

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Provenienza hard-top

Punto di partenza

Fase 1: tracciatura (Tracciatua)

Dopo aver fissato saldamente l'hard top sulla carrozzeria (sei bulloni in tutto) potevo procedere. Fondamentale; c'e' solo una possibilita' in questo lavoro e sbagliarla comporterebbe rovinare tutto; quindi, dopo aver ben ponderato (e essermi alambiccato il cervello per almeno una settimana n.d.r.) tracciai le righe in modo piu' studiato possibile.

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Fase 2: taglio (Tagiu)

Punto di non ritorno; quando si esegue il taglio, se la tracciatura e' ben fatta, non ci sono problemi; pero' per me era una autentica incognita e non papevo tutto sommato se avevo operato bene nella fase di studio. Procediamo e vedremo i risultati....

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Fase 3: imbastitura (inbastitua)

Taglio quasi perfetto; adesso, se la mia tracciatura aveva un senso, togliendo le due parti dei vetri posteriori, il portapacchi e avvicinanco la paratia del lunotto, dovrebbe combaciare. Infatti (quasi mi stupivo), gli incastri sono stati veramente ottimi; dopo aver fatte le dovute misure e controllato con la bolla d'aria, ho fissati con dei sergenti le due parti; esse risultavano perfettamente allineate e pronte per essere risaldate fra di loro.

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Fase 4: vetroresina (vedruresena)

Con le morse che le tenevono saldamente fissate ho provveduto alla loro risaldatura con lana di vetro e vetroresina. Chi la gia' usata sa' che e' una lavorazione abbastanza semplice e duttile da fare; e' sufficiente usare la giusta quantita' di catalizzatore nella resina e stendere bene i vari strati di lana di vetro, facendo attenzione che aderiscano bene alla parte sottostante.

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Fase 5: stuccatura (stuccatua)

Dopo aver atteso che la vetroresina fosse asciugata, il passo sucessivo era la stuccatura con l'apposito strucco e solo in seguito, una ulteriore stuccatura con il metallico; l'operazione viene terminata con la carteggiatura e posa del fondo a spruzzo.

PS: Attenzione! Non sbagliate catalizzatore come ho fatto io la prima volta... la punizione e' che non asciuga piu', ma mai piu' !

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Fase 6: verniciatura (Vernisgiatua)

La verniciatura (anche se qualcuno dissentira') e' stata alquanto semplice; ho steso la vernice con il pennello in modo abbondante, in quanto la porosita' dell'hard-top lo permetteva; non vi sono rimaste striature e le imperfezioni del mio lavoro sono stata mascherate.

Fase 7: paratia (Divisoiu)

Dopo aver fatto il taglio avrei dovuto eseguire una copertura che andava dal bordo inferiore dell'hard-top (lato lunotto), al pavimento dei posti dietro del Moke. La prima idea e' stata di fare anche quello in vetroresina, ma ne sarei stato capace? La superfice era notevole e non si trattava di tappare buchi e tagli, come nella risaldatura fatta in precedenza. Decisi quindi di fare questo divisorio in legno (pictepine) perlinato, recuperato da uno dei pancali porta pellets Made in Austria, che uso per la mia caldaia; le pellets non i pancali...

Feci la canonica dima in materiale plastico sottile e poi procedetti al taglio e all'assemblaggio dei listelli. La parte che rimane all'interno, e' stata ricoperta e graffettata con un materiale plastico; esternamente invece, e' stata verniciata con apposita vernice impregnante per una perfetta protezione del legno. Infine, e' stata corredata da bordini e guarnizioni che limiteranno al massimo le infiltrazioni d'acqua verso l'interno (spero).

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Da notare che sul lato destro e' stato necessario creare uno sportello (con chiusura interna), per permettere l'apertura del tappo in lamiera posto sopra al vano batteria. Ho ponderato molto sulla cosa e questa mi e' parsa la soluzione migliore.

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Fase 8: Accessori (Accesoiu)

In questa sezione divisa in lettere (dalla A alla S), sono tutti i lavori extra fatti, che non erano indispensabili, ma frutto di molteplici S... mentali.

A: Bocchettone serbatoio (Bucchettun serbatoiu)

Questa a mio parere e' una figata. Potevo lasciarlo li' dove stava, era sufficente aprire la porta quando si doveva fare rifornimento. Vediamo quindi come complicarsi la vita, ma per dare un aspetto unico al Moke, al di la' dell'hard-top, ci voleva qualcosa di speciale. Pensai in un primo tempo di mettere il bocchettone lateralmente, ma (gasp!), meno male che non lo ho feci, non si sarebbe piu' potuto far scorrere la portiera! Nelle mie cose trovai il raccordo in lamiera, serbatoio bocchettone, della mia Subby Leone; era quasi perfetto, era necessario solo modificare il tubo di sfiato e mettere un raccordo in gomma, con due fascette, fra il serbatoio e il bocchettone di rifornimento, La posizione? Dietro, a sinistra ovviamente, proprio come la sorellina Mini.

Prese le dovute misure fi sufficiente eseguire il grosso foro nella vetroresina, per far passare il raccordo e 4 piccoli altri fori per fissarlo nella giusta posizione. Il raccordo in teflon, me lo ha realizzato la Derby Performance UK su misura; tutto era perfetto e nel montaggio non ho auta nessuna difficolta' ad assemplare i vari componenti. Una volta ogni tanto...

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B: Sedili ribaltabili (Carega da bougagna')

Per sfruttare l'ampio spazio fra la paratia e i sedili, era necessario rendere gli stessi ribaltabili. Il Moke e' molto semplice e spartano; e' stato sufficente inbullorane due robuste cerniere su ogni sedile e il gioco era fatto; ho messo poi quattro perni di guida in modo che i sedili una volta abbassati stessero in posizione; inoltre, ho costruito una pratica chiusura centrale, che gli avrebbero impedito (in caso di brusca frenata n.d.r.) di andare in avanti; i sedili una volta ribaltati stanno in posizione appoggiati al cristallo anteriore. Ho dovuto realizza anche una staffa per tenere in posizione i due bracci semi-rigidi delle cinture di sicurezza, per evitare, che ogni volta si alzassero (o abbassassero) i sedili, i bracci andassero sotto gli stessi, con conseguente incazzatura!

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C: Rol-Bar (Rulbar)

L'idea iniziale era quella di farne fare uno vero dal mio amico Tullio, che lavora per OMP; e' anni che ci pensavo, ma il deterrente maggiore e' che per fissarlo al pianale lato guida, era necessario smontare il serbatoio. Operazione non facile considerando che la paratia inferiore di protezione tenuta da sei bulloni, probabilmente sarebbe stata recalcitrante a venir via; ho quindi sempre lasciato perdere. in fase di realizzazione, mi sono venuti in mano questi tubi in composito, che utilizzavamo nella mia ex Azienda ("mia" perche' ci lavoravo, non mia-mia), Italtel; erano perfetti, di un diametro giusto e con un po' della solita fantasia, li ho sistemati tipo Rol-Bar ex Works, con il piantone che attraversa il lunotto. Utilita' ZERO (se non reggere la plafoniera), estetica OTTO.

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D: Cappelliera (Cappellea)

Se si ha un bagagliaio e' necessario coprirlo con una cappelliera... Non era assolutamente necessario, visti sistemi di sicurezza/antifurto inesistenti sul Moke, ma avendola in casa e con pochissimi aggiustamenti, il gioco era fatto.

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E: Marchio (Blasun)

Come battezzare un hard-top di cui non conoscevo il nome. Con tutta probabilita' era prodotto da Fiberglass Italia per Fattori & Montani (Roma & Roma); tuttavia rimaneva il dubbio e in ogni caso non era poi importante; avevo in casa questa targhetta dei anni 60 della ICAR di Genova, una carrozzeria che realizzava anche trasformazioni su varie vetture (tra cui il "mono-portellone" per il Mini T n.d.r.), per cui, era perfetta.

F: Volante (Vulante)

Da sempre il mio Moke monta un "signor" Motolita in legno; adesso pero' mi aveva un po' rotto le " p* e cercavo qualcosa di piu' originale; il volante da Innocenti Cooper Mk1 era perfetto; un peccato direte voi sprecarlo su di un semplice Moke, ma la parte del mozzo in bacchelite era spaccata per circa un centimetro nella parte finale, quindi, era un ottimo alibi. Per montare un mozzo Inno su di un Moke, la procedura non e' diretta come puo' sembrate; si, il millerighe e' uguale, ma ci sono differenze che necessitano delle modifiche per allogiarlo correttamente. Prima di tutto e' necessario smontare il volante dal mozzo, poi, va tagliata la parte in bacchelite dello stesso per circa un centimetro e mezzo nella sua parte lato piantone; Infine, tolta all'interno la lamella del contatto clacson (solo le italiane lo avevano al centro volante n.d.r.), va fresato un altro centimetro nella parte interna per far si che il mozzo non interferisca con il guscio del piantone stesso. Ufff, un lavoraccio, ma il risultato e' ottimo. Ahh, e' necessario sostituire il dado di fissaggio del mozzo con quello da Innocenti, diversamente non potrete stringerlo mancando lo spazio per farlo.

Per chi lo volesse fare, buon divertimento...

G: Lunotto (Vedru dere')

L'hard-top in questione aveva il lunotto apribile a mo' di portellone; la sua praticita' come detto, era scarsa, ma sembrava assurdo nella configurazione usata, sia farlo fisso, sia ad apertura totale. Ho quindi realizzato un piccolo supporto che permette allo stesso di aprirsi una decina di centimetri; sistema molto simile al vetro posteriore Mini (a compasso).

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H: Staccabatteria (Serabatteria)

La linea batteria-motore passa in una posizione talmente invitante che non ci si puo' esimere dal pensare che uno staccabatteria li' sia perfetto. Con il taglio della linea batteria/motore, due capicorda (saldati) e quattro viti e' stato predisposto per il fissaggio sul carterino; in fase di montaggio, e' nesessario prima fissare la linea allo stacca batteria e solo in seguito fissare lo stesso al carterino; infine il tutto va riposizionato come in origine.

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I: Plafoniera (Lusce)

Dopo aver scartato impianti elettrici vari, ho trovato su Ebay questa plafoniera a led con alimentazione autonoma (pile a stilo); la potevo quindi fissare dove piu' mi andava bene e il gioco era fatto.

L: Supporto ruota di scorta (Roa de scorta)

Nella versione bikini, la ruota era posizionata al centro dietro i sedili e ovviamente non poteva restare li'; la sua posizione migliore era quindi all'esterno, fissata con un supporto auto costruito (belin!) sul modello di quello Jeep.

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M: Gancio di Traino (U ganciu de trainu)

Pallino da sempre e grande invidia sulle Moke straniere che vedevo agli IMM; comprai il tutto (gancio, presa e timone) a un Novegro da un tedesco a un prezzo abbordabilissimo; ovviamente non e' omologato per il traino, ma a me interessa relativamente, l'importante che ci sia! Se lo uso, lo uso solo su terreno privato con un carrello agricolo; in ogni caso, omologazione TUV...

N: Fari gialli e Copertura fari (Lushi giane e cuvertua lushi)

Altra mia palla mentale da sempre; circa un anno fa', dopo anni, avevo finalmente trovato a un Reggio Emilia, due fari gialli per il mercato francese della Westinghouse; erano nuovi, ancora imballati e li avevo pagati solamente 40 Euro. Ovviamente erano intercambiabili con i Lucas e li ho montati senza problemi. Dopo alcuni mesi, tornando a casa con l'auto, constatai con mio sommo disappunto, che uno dei due era scheggiato; probabilmente frutto di una pietra o altro che lo aveva colpito durante il percorso... accidenti che sfortuna mi dissi, in tanti anni non mi era mai successo di avere rotto uno in quel modo. A un piu' attento esame vidi pero' che la scheggiatura era dalla parte interna del vetro; non si sa come, la lampadina era espolsa e una scheggia della stessa lo aveva danneggiato. Va be' dissi, a parte il fattore estetico (il segno sul vetro), era sufficente cambiare la lampadina e tutto sarebbe tornato a posto (piu' o meno), ma dimenticavo un piccolo particolare di importanza vitale... questo: Come anche i Lucas con le tre "tettine", il faro era un tuttovetro, quindi, quando la lampada brucia, anche solo in uno dei due filamenti, butti via tutto... ma che bella idea!

Perfetto!!! Dopo tanta fatica (parola grossa) eccomi al punto di partenza. Non mi persi pero' d'animo: la Westinghouse, e' una famosissima azienda di apparati elettrici Americani e da li' parti' la mia nuova ricerca.

Con Internet oggi e' tutto piu' facile; la mia ricerca pero' non diede subito i frutti sperati; negli Stati Uniti trovai moltissimi fari "gialli" che i Yankee non chiamano yellow, ma amber (sti' Americani). Contattai comunque alcuni venditori, ma nessuno aveva dei 'amber" tondi da 7 pollici. pero' uno alquanto gentile, dopo aver guardato bene se poteva accontentarmi, mi diede una dritta, che mi porto' finalmente sulla strada giusta. Questo produttore aveva (ha) la gamma di fari gialli per tutte le auto americane e d'importazione; sono perfettamente intercambiabili con l'originale (questo mi interessava poco), ma la mia speranza era che li avesse del diametro che mi interessava, poi a fissarli, in qualche modo mi sarei arrangiato. Trovai finalmente quello che mi interessava al prezzo di 35 ( x 2 !) Euro + spedizione che facevano un totale di 100 (piu' di spedizione che di oggetto spesi); benissimo, ne acqustai (non si sa mai) due coppie. Il montaggio non diede nessun problema, sembravano proprio i suoi. I fari "amber" sono in vetro, montano lampade H4 e sono una fi-ga-ta; ahh, dimenticavo, per chi volesse avventurarsi: sono della Volkswagen Golf 1^ serie...

PS: Le coperture dei fari supplementari (gialli ovviamente), della Marchald, le avevo in casa...

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fari Amber

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Fari Westinghouse

O: Specchietti (Spegetti)

Un fatto di praticita' che permettono la loro estensione oltro la scocca dell'hard-top. I due specchietti che ho usato sono dei supplementari di provenienza Leone (ancora), che sono regolabili tramite un piccolo grano a brugola. E' stato sufficente togliere i vecchi e costruire un piccolo anello per una delle due viti che li sostengono. PS: specchietto da moto supplementare lato guida.

P: Poggiatesta (puggiatesta)

Da molti anni monto dei poggiatesta realizzati artiginalmente; si tratta di un supporto in tubo, con un sottile telino a funzione di appoggio... a imbottitura zero. Mi sono ricordato di avere ancora le imbottiture schienali dei sedili posteriori (che non montero' mai piu', almeno io). Ho quindi pensato che da una sola imbottitura, avrei potuto fare realizzare, da un buon artigiano, i due poggiatesta. Detto e fatto.

Q: Radio (radiu)

La radio, un gruppo della Philips modello Split Car Radio Sistem, (apparato coevo della mia Mini Moke), e' installata da molti anni sotto il sedile lato guida; la sua particolarita' era che, aveva un comando remoto e tutto il resto (amplificatore, sintonizzatore, mangianastri e CD), potevano essere installati dove si voleva (bagagliaio, sotto i sedili, tasche laterali ecc). Oggi nell'era digitale dove anche i CD sono diventati obsoleti, fa ridere la sua tecnologia, ma nei anni 80 era un sistema innovativo e flessibile. Dopo il lavoro ai sedili divenuti ribaltabili, e' stato necessario risistemare le varie unita' nel modo migliore. Durante questa sistemazione ho posizionato anche i nuovi tappetini nautici in gomma.

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R: MP3 (Emmepitrei)

In seguito, per la mia musica, mi sono concesso un "balzo nel futuro", acquistando un aparecchietto incredibile: una Radio Libera in miniatura che trasmette sull' FM. E' sufficente inserirla nella presa accendisigari per alimentarla e sintonizzare la propria radio di bordo sulla frequnza trasmesso dall tua "Radio Libera". La musica trasmessa viene dalla tua "pennetta" inserita a sua volta nell' apparecchietto e quindi, puoi ascoltare sulla radio proprio la musica che vorresti ascoltare tu. Ehhhh, questa tecnologia, ogni tanto aiuta. Come se non bastasse il "macaketto" ha anche il Bluetut per il tuo cellulare; ha il microfono incorporato, il tasto di risposta che silenzia la radio, mentre dalle casse, esce la voce dell'interlocutore, cosi' puoi rispondere e chiamare in piena sicurezza. Robba da fantascienza solo pochi anni fa. I file MP3 hanno reso obsoleti i CD che sembravano tecnologia del futuro a confronto delle cassette stereo7. Il digitale ha stravolto tutto, ma per fortuna qualcuno ha pensato di creare un anello di raccordo fra nuova e vecchia tecnologia. Ovviamente puoi spostare in un attimo l' aparecchio da un'auto all'altra e, a secondo della capacita' della pennetta, puoi portare con te centinaia e centinaia di brani musicali.

Fantastico!

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S: plancia (Cruscottu)

In un primo tempo ho pensato di rifare tutta la plancia, aggiungendo un paio di strumenti e raggruppando i vari interruttori, ma poi ho desistito; meglio concentrarsi sul resto e non andare stuzzicare il "cane che dorme" (leggi impianto elettrico Lucas...)! Per attivare i fari supplementari, anni fa avevo messo un interrutore a tirante posticcio, nel primo posto che mi era capitato; il difetto era che non si sapeva se i fari erano accesi o spenti; ho quindi aprofittato di questi lavori per installare una basetta Smith con interuttore e spia in una pratica posizione di utilizzo. PS: il termometro c'era gia', ma la particolarita' che ha una sonda meccanica; mi spiego, non e' elettrico; il funzionamento e' tramite un filo di rame che va direttamente nel radiatore dell'acqua, come le sonde delle calderine da riscaldamento. Di fatto quando si spegne il motore lo strumento, continua a segnare la temperatura esistente nel radiatore.

Fase 9: Portiere e deflettori (Purtee e defletui)

Impossibile mantenere quelli che avevo, guardate nelle prime foto come erano ridotti. Il Lexan purtroppo aveva (oggi hanno risolto n.d.r.), il problema del precoce ingiallimento; estetica a parte, non si vedeva una ceppa. Ho portato deflettori vecchi (modificati in quanto sono piu' lunghi e piu' stretti dei originali per il telo n.d.r.) e portiere a M.A.A.P.E.L., che in una quindicina di giorni me li ha realizzati. Ho poi provveduto a fare la foratura per i fissaggi dei deflettori sull'hard-hop e deii listelli cromati a uso maniglie sulle portiere. Ricordate di ingrassare con vasellina le guarnizioni di scorrimento. Nella costruzione del Lexan hanno fatto passi da giganti in questi anni; l'elasticita' e' migliorata moltissimo (si puo' piegare a 180 gradi senza rompersi n.d.r.) e la trasparenza e' garantita grazie all'assorbimento apria zero dei raggi UVU.

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Nella parte anteriore, per il blocco delle portiere chiuse ho usato dei ganci ferma-cofano in gomma (piccoli), tipo Abarth di buona memoria; posteriormente, per evitare che il lexan sbattesse con l'aria della corsa (!), ho usato delle cinghiette elastiche per tenerlo bloccato contro la guarnizione in gomma.

Fase 10: Tendalino copri cassone (Tendalin covri casciun)

Il tocco finale di tutta l'operazione; non indispensabile ovviamante, ma una bella finitura in perfetto stile pick-up. Ho tagliato l'hard-top in modo che il telino restasse perfettamente in piano; dopo aver segnato le posizione dei 18 fissaggi a innesto nautico, portero' la vettura da M.I.C.I. che fara' lla copertuta in PVC colore panna (o rosso?). Gli ho chiesto di mettere ogni 30 centimetri dei listelli in alluminio tondi (diam. 6mm) per renderlo, una volta steso, ben rigido in modo che non si formassero odiosissimi avallamenti; inoltre tali listelli permettono allo stesso di essere facilmente arrotolato in caso di accesso al cassone.

NO! Abolito

Dal detto ' gli esami non finiscono mai":

Le modifiche non finiscono mai...

Eccone una dell'ultima ora, prima (fortunatamente), di aver fatto fare il tendalino. Per l'occasione IMM, ho comprato un piccolo Gazebo 2 x 2. Posizionandolo, mi sono accorto che stava perfettamente fra le due ((ex) maniglie posteriori, ma in altezza era oltre il bordo della carrozzeria del Moke, dove avrebbe dovuto passare il telino. La prima idea fu quella di infischiarmente e procedere; il telo avrebbe fatto un po' di gobba nel viaggio, ma tanthe', non mi piaceva cosi.

Alambiccandomi per bene (come sempre) il cervello, ecco la soluzione che comportava una ulteriore modifica. Tre listelli di 10 x 2,5 centimetri avrebbero fatto da cassone alla parte posteriore del Moke, aumentandone la capacita' di carico (in altezza n.d.r.) e facilitando il fissaggio del telo stesso. Con le tre assi in legno ho quindi realizzato il perimetro; le ho fissate con dei perni a testa tonda (incassata) dai tre lati, mentre verso la cabina ho messo un listello in alluminio da poter fissare il telo eventualmente arrotolato. Il bordo superiore dei listelli e' stato poi rifinito con dei profili, anche questi in alluminio, che coprono i perni di fissaggio. Dopo aver stuccato e rifiinito i due bordi laterali, il tocco finale e' stato un bel adesivo " Californian" che conservavo da tempo.

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Fase 11: Pneumatici (Gumme)

(175 x 13 una misura caduta in disgrazia)

Le mie Kormoran erano quasi alla frutta e avevano la bellezza di ventanni. Ho pensato che quattro belle scarpe nuove il Moke se le meritasse per la trasferta in Belgio, pero', l'unica misura che monta (175 x 13 o 175/80 13 che dir si voglia n.d.r.) e' difficile (se non impossibile) da trovare; oggi si reperiscono i 175 13 per uso pesante (8 o 16 tele incrociate codice di carico 92T n.d.r.) ma il Moke rimbalzerebbe a ogni asperita'; oppure, a prezzi folli, i WW (sigla dei pneumatici a fascia bianca n.d.r.); ovviamente si parla di pneumatici estivi, mentre i 4 stagioni e gli invernali, non esistono proprio. Quindi, per non sbattermi piu' di tanto e grazie alle mie "maniglie" sono riuscito a farmi ricostruire dei 175 x 13, su delle carcasse Michelin 175/70 13. La siglatura M+S e' stata un ulteriore optional...

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L'aspetto e' molto armonioso; la praticita' di carico e' garantita nella parte cassonata al 100%, mentre la protezione alle intemperie e' ottima con il telo steso e ben fissato; per quanto riguarda lo spazio dietro ai sedili e' incredibilmente ampio e sfruttabilissimo. Inoltre, avendo una piccola cabina biposto, e' garantita una maggiore abitabilita' generale, un miglior confort e un migliore sfruttamento del riscaldamento. Qualche spiffero e piccola infiltrazione di acqua (in casi di pioggia violenta), ci sono sempre, ma ovviamnete non c'e' paragone con la configurazione precedente telonata. Un bel gadget per chi viaggia a 360 gradi.

Finito senza sponde

Finito con sponde e telo

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+ Pneus

Nice!

Spese dell' Operazione HT :

Hard-Top: € 200 (Angelo Corso)

Lana di vetro, resina, stucco: € 45 (Campaner Ferramenta Casella GE)

Vernice Bianco, impregnante legno: € 27 (Campaner Ferramenta Casella GE)

Cappelliera: € 0 (ex Fiat Cinquecento)

Rol-bar: € 0 (ex Italtel Sistemi)

Bocchettone serbatoio: € 0 (ex Subaru Leone e vecchio tappo Monza)

Raccordo in Teflon serbatoio: € 40 (Derby Performance UK)

Plafoniera: € 10 (Internet EBay)

Gancio traino: € 30 (Mostrascambio Novegro 2014)

Specchietti: € 0 (in casa ex Subaru Leone x traino)

Tappetini Nautici : € 12 (Mareforza7 LI)

Porte e deflettori: € 200 (M.A.A.P.E.L. lavorazioni plastiche Savignone GE)

Fari gialli: € 100 (Internet provenienza U.S.A.)

Volante: € 0 (in casa ex Innocenti Mini Cooper Mk1)

Pneumatici "175/80 x 13" ricostruiti: € 160 ( ma non vi dico da chi)

Telino: € 120,00 (M.I.C.I. teloni Savignone GE)

Interruttore luci/plancia: € 0 (in casa ex lunotto Smith)

Poggiatesta: € 50 (Cancilieri Autotapezzeria GE)

Minuterie, supporti, bulloni, dadi, ecc: € 20 (Campaner Ferramenta Casella GE)

Guarnizioni: € 55 (Lamparelli Savignone GE)

Stacca batteria: € 15 (Mareforza7 LI)

MP3: € 22 (Amazon)

Paratia legno: € 0 (in casa)

Energia elettrica consumata: € 0 (Impianto Eotermicoidricofotovoltaico)

Listelli legno bordo cassone € 16 (Bricoman Ge)

Listelli in alluminio, perni, viti € 22 (Brico Savignone Ge)

Totale Spese: € 1132

All'inizio dell'articolo, ho parlato di economicita' nella realizzazione di questo lavoro. Come si e' visto fra una storia e l'altra mi sono partiti un migliaio di Euro; ok, qualcosa e' stato fatto in piu', ma avevo anche qualche pezzo in casa che ho utilizzato.

Azzzzzzzzz!

Gazebo 2x2 Black € 82 (Amazon) pro IMM

FINE DEL LAVORO

L'oggetto ora e' finito, personalmente mi piace come e' fatto; la "monocabina" le ha dato un tocco di esclusivita', ma il mezzo e' rimasto molto funzionale e pratico; oltre alla protezione per uso invernale o mezza stagione, togliendo le sole portiere rimane quasi tutto aperto; il rialzo delle sponde gli ha giovato anche esteticamente, oltre allo spazio maggiore. Per l'estate, perdendo un'ora per lo smontaggio, si puo' utilizzare sempre con il suo 'bikini" minimalista. Il trasporto del mio cinquantino non e' compromesso, non avendo toccato la parte interessata. Sto studiando un sistema di sgancio rapido che dovrebbe diminuire di molto la fase di smontaggio...

Adesso mi aspetta la trasferta all'IMM in Belgio; si puo' dire che ho pensato a questa trasformazione proprio in funzione di questo importante evento; 2500Km fra andata e ritorno non sono pochi per la nostra Mini, ma vi garantisco che con il Moke e' molto piu' impegnativo, sia per l'abitabilita, sia per la velocita' di crociera non certo eccelsa; Vi ricordo che F&M (l'importatore) lo davano per una velocita' massima di 116Km/h...

Ce la faro'?? Vedremo...

Dovrei essere tranquillo, rilassato e non aver paura di nente. Questa arzilla Signora ultrattantacinquenne (si avete capito bene), lo scorso anno si e' girata mezza Europa con la su inseparabile Mini; notate che anche la sua Amata, non e' una Rover anni 90, ma una anziana Morris che ha superato sicuramente la cinquantina.

Un "Portoghese"

Uno dei primissimi Austin/Morris

Un "Australiano"

Il compianto Amico Beppe Massolo, anche Lui "Mokista", qui immortalato con il suo Austin Mini Moke, ma con targhetta Innocentizzata.

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Un "By Cagiva" personalizzato appartenuto alla famiglia Castiglioni, che per chi non lo sapesse, era/e' la proprietaria della Cagiva Group

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Un "Portoghese" Monegasco con cambio automatico...

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Due "Australiane" tirate a lucido

Un Austin/Morris abbandonato in un cascinale a inizio del 2000

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a SX: Uno dei tanti Moke che, sino a pochi anni fa', soggiornavano in Costa Smeralda; a DX: personalizazione estrema su di un Californian

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a SX: Un Moke "auto scopa" durante un dei nostri Meeting Mini; a DX: un Californian a Genova nei anni 80.

Uno degli ultimissimi "By Cagiva" usciti dalla catena di montaggio Portoghese; era dotato di radiatore fronte marcia e catalizzatore a due vie.

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Due Moke veramente particolalari: a SX partecipante alla maratona della strada London-Sidney, a DX mezzo di traino del team Gold Leaf Lotus

Variante (a mio gusto malriuscita) della Mini Moke: la Jimini, qui ritratta nel nostro Stand, l'unico esemplare esistente in Italia, che ha come valore aggiunto, la scocca in acciaio, una delle 52 costruite dalla Jimini Automotive LTD a inizio produzione

Un bel libro in tema per chi volesse ulteriormente documentarsi su tutte le Moke.

Catalogo ricambi Moke Portoghese e by Cagiva

Lo sapevate?

Aggiornato Maggio 2016