Il "CinqueVu" per antonomasia della Mini

(il Sacro Gral della Mini)

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I vari loghii utilizzati nei anni (alcuni di questi marchi sono stati tratti dal sito Colotti Trasmissioni)

La storia della attuale Colotti Trasmissioni, ha radici lontane che partono dal 1958 che vi invitiamo vivamente a leggerle sul loro Sito Web.

Precisazione: il fondatore era il progettista Valerio Colotti che nel 1958 diede vita alla Tec-Mec. Nei anni quasi tutti noi Ministi, parlando del 5V dicevano il Colotti o Francis Colotti; il malinteso nasce dal fatto che nel 1959/60 iniziò la collaborazione con Arf Francis, (che divenne socio), capo meccanico nonchè validissimo tecnico, della scuderia di Rob Walker e da qui la denominazione Colotti-Francis e non Francis Colotti (nome e cognome) come erroneamente pensavamo.

Il Fondatore davanti alla sede della G.S.D. (Gear Speed Developments), denominazione temporanea fra Colotti-Francis e Colotti Trasmissioni (foto e notizia tratta dal sito Colotti Trasmissioni)

Il Libro su Valerio Colotti; gli Inglesi si ricordano sempre di chi ha dato al mondo dell'automobile, grandi e meno famosi. Qui da noi invece, o sei Ferrari, oppure non esisti...

L'articolo sul cambio 5V della Colotti-Francis apparso su CAR nel Gennaio 1965. All'epoca l'utilizzo su di una utilitaria come la Mini era una vera chiccheria... da corsa.

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L'articolo di Autosport del Novembre 1964 sul 5V Colotti-Francis

La differenza come funzionamento fra il Colotti e i vari Jack Knight (e similari) è abissale. Il JK è un cambio stradale e anche nella versione a DD, si guida tranquillamente come su qualsiasi vettura; non posso valutare l'affidabilità, avendo percorso solo qualche centinaio di chilometri, ma penso sia buona. Pur non avendolo mai utilizzato, posso affermare che il Colotti, essendo un cambio da corsa, male si adatta all'uso stradale. Nei anni 60', vi erano voci di popolo che sollevavano dubbi sulla sua affidabilità... Vorrei però fugare qualsiasi dubbio, e spazzare una lancia a suo favore se ce ne fosse bisogno; ricordiamo, come detto, che era un cambio da competizione, sofisticato e precisissimo; non era stato studiato per andare a spasso macinando migliaia di chilometri e dulcis in fundo, maltrattato da "gasati" e piloti della domenica... Forse erano solo dicerie "cattive" di chi non lo aveva o di chi aveva perso una scianca* con una Mini "Colottizzata!

Una delle Email intercorse fra me e Marco Colotti (Figlio di Valerio), che riassume il concetto di "saperlo usare". Il personaggio citato non lascia dubbi su questo!

* Scianca = Termine Genovese usato nei anni 50-60-70, per definire una corsa clandestina "tete a tete" su un tratto di strada di periferia. Come si usava allora, posta in palio: L'Onore.

Io credo con assoluta certezza che trattandolo con il dovuto rispetto avrebbe funzionato per migliaia e migliaia di chilometri. A distanza di più di 40 anni l'evoluzione tecnologica e i materiali hanno comunque fatto passi da gigante e ne abbiamo centinaia di esempi. Questo però, non ha nulla a che vedere con il fattore "estetico", che per tutti noi ha il suo bel peso. Estetica per un cambio di velocità chiuso in un carter? Quale esetica? Mi spiego: avere anche solo la scrittina "5V" sul retro della propria auto era una libidine, in un periodo in cui il numero 5 per le marce era magico e a pannaggio solo di auto con doti sportive. Oggi anche la più scalercia delle utilitaria ha 5 se non 6 velocità (e neppore viene riportato sul deretano dell'auto), ma è un'altra epoca e non sono auto d'epoca. Al di là dei fatti citati, il Colotti aveva/ha qualcosa in più di irripetibile

questo:

Il petalo

Il Petalo

Il "petalo", questa fantastica torretta in alluminio che spunta proprio come un fiore, sotto la leva del cambio. Una vera chiccheria. Sogno dei Ministi squattrinati dei anni 60-70, era un oggetto a pannaggio delle corse e di quei pochi eletti che potevano permettersi una spesa folle. Ero sedicenne quando a Genova in Via XX Settembre potei ascoltare e poi vedere con i miei occhi una di queste torrette trapiantate su di una Mini Cooper (non chiedetemi se era un S ne sapevo troppo poco n.d.r.); di lei ricordo: colore grigio metallizzato (rarità nei anni 60), radiatore dell'olio davanti la mascherina, parafanghini tuttuno con la carrozzeria, "gommacce" e il rombo/fischio (del cambio) che dava i brividi. Per un attimo ferma a un semaforo di quella via, ebbi il tempo di buttare uno sguardo dentro l'abitacolo e vedere Il "petalo", con la mano del fortunato pilota, appoggiata sulla leva che ne usciva; pochi attimi e al verde, lo stridio dei pneumatici fumanti...

Non ebbi più il piacere di vederla circolare; rimangono solo le immagini impresse nella mente di un adolescente in una giornata di mezza estate.

I spendidi particolari del 5 marce realizzato dalla Colotti-Francis per la Mini Cooper S. (foto tratta dal sito Colotti Trasmissioni)

Il 5 V Colotti

Carter lato intermedio

La fusione in alluminio del "petalo" (quasi un gioiello) con la griglia di innesto a H e il blocco di sicurezza della retro (per non andare accidentalmente a innestarla n.d.r.); come si nota la sua posizione è in avanti a Sx, esattamente al contrario del cambio di serie.

Di tutte le Mini "col Colotti" di cui ho sentito parlare, in tanti anni, l'unica che ho visto, toccato e sentito è quella ritratta nelle foto sotto. Una vera "jena" con un motore ultra performante con testa a flussi incrociati Weslake dotata di iniezione meccanica Kugekfischer (di provenienza BMW n.d.r.), dispositivi di sicurezza (roll-Rar, Cinture 4P, Anatomico, impianto d'estinzione), freni adeguati e, ovviamente il 5 marce Colotti-Francis. Il tutto su di una scocca di un Innocenti Mini Cooper 1300. Una delle tante pregiate Mini che posseggono gli Amici del Team Lion.

PS: in verità la Weslake come impianto iniezione montava Lucas o Tecalamit, ma la Kugelfischer era di gran lunga migliore.

Un abbinamento micidiale!

Questa l'unica che ho toccato con mano.

Inconfondibilmente Colotti.

Monstre Engine

Impianto frenante all'altezza della cavalleria del motore...

Sotto il sole dell'IMM2003 a Pomposa (Fe) Italia

Ancora oggi, pronta, alla partenza (Circuito di Monza)

Il differenziale autobloccante realizzato nei anni 60' sempre per la Mini Cooper S (foto tratta dal sito Colotti Trasmissioni)

A questo spendido cambio e/o al suo differenziale, bisogna abbinare, " Mortem Sua", solo questo...

Per finire: le comunicazioni fra me e Marco Colotti continuano; spero di poter costruire qualcosa di valido e di cui tutti possano benificiarne. Sarete informati di eventuali sviluppi della situazione.

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Giugno 2014