Il breve elenco delle mie Ex-Moto in ordine di vita (+ o -):

Rondine Speedy 50 (con me sopra quindicenne che faccio il cretino)

KTM Penton 125

Lambrettino 50 (65cc)

Guazzoni Matta 98 RC

Lambretta X200 Special (232 Ancilotti)

(ciò che avevo montato...)

KTM Penton 100 Six Day

Bultaco Punsang 360 Cross

Morini Corsaro 125 (foto indicativa del modello)

Morini 350 Kanguro (foto indicativa del modello)

Italjet 125 Buccaneer

Lambretta 125 Special (192cc Barbieri) (foto indicativa del modello)

(e ciò che mi è rimasto...)

Lui 50 (85cc) (foto indicativa del modello)

Vespa 50 (142cc MM)

(il kit)

Vespa 50 (foto indicativa del modello)

MV 125 Sport

MV 350 S

MV 350 S Elettronica

MV 350 S Ipotesi

Fantic 50 Trial (foto indicativa del modello)

Gilera GFR 125 (foto indicativa del modello)

Aprilia AF1 125

Piaggio Zip 50 (foto indicativa del modello)

Triumph Bonneville 750 Harris

Cucciolo Caproni 50

e nello specifico quelle su cui ho "messo le mani"

NON sono un esperto restauratore, ma un neofita per molti versi. Nella mia vita ho “restaurato” (si fa per dire), ma preferirei dire ho “rimesso insieme” o rimaneggiato una decina di moto.; in tempi non “sospetti”, cioè quando il restauro era una cosa ancora a venì, mi sono cimentato, con mezzi direi fra i più disparati. L'unico grosso rammarico è quello di non avere tutte le foto dei mezzi posseduti, a distanza di anni è un vero peccato; alcune di esse sono andate perdute nei due traslochi che ho fatto, altre, non sono proprio mai state messe nel mirino della mia Contax ne di altra macchina fotografica; quindi voglio dare un primo piccolo consiglio (specie ai più giovani):

fotografate, fotografate sempre, fotografate tutto.

In ricordo di loro.


Lambretta X200 Special, bianca ovviamente, sella abbassata, ammortizzatore di sterzo, ruota di scorta longitudinale, marmitta Ancillotti con kit 232 alimentato dal famigerato SS ma da 29 perché quello avevo trovato e comprato nuovo in quel di Torino. Una jena da 140Km/h, che oggi fanno ridere ma nel 71 servivano a dare “la paga” a quasi tutti, specie in accelerazione. Acquistata usata da i F.lli Costa mi diede grandi soddisfazioni. Unico rammarico non averla mai immortalata (come altri mezzi del resto, mannaggia).
Bultaco Punsang 360 cross; per circolare la avevo modificata facendola assomigliare a una enduro con marmitta alta più o meno silenziata, impianto di illuminazione (finto) e targa… beh, abitando in campagna…
Morini Corsaro 125; sudai sette camicie per rimetterlo in fase in quanto nello smontare l’ingranaggio della distribuzione che era da sostituire non mi ero segnato nulla riguardante la sua giusta posizione!
Italjet Buccaneer 125 del primissimo tipo con i freni a tamburo e il motore Yamaha con cilindri in ghisa ad ammissione classica e non lamellare; semi-trasformato sportivo con pedane arretratissime, mezzi manubri e marmitte ad espansione; devo dire che al contrario di quanto letto su alcune riviste del settore, quel motore non aveva tiro in basso, era necessario costantemente tenerlo fra i 5000 e i 12000 ai quali arrivava in un crescendo entusiasmante; sotto era morto! Quindi… gas! Lo comprai ovviamente allo stato di rottame, e dopo averlo riverniciato rosso faceva la sua “porca” figura; certo che il tiro del motore come detto… Mah, sarò mica incappato in un motore elaboratissimo da pista?
Vespa 50 fatta con l’aiuto di un carissimo amico nel suo garage, in cui passava serate (e nottate), armeggiando sulle sue moto e su quelle dei suoi Amici; da qui il nome della sua officina: "La Notturna". Grande soddisfazione per la piccola scheggia in rosso; motore 142 Motoristica Milanese alimentato da un Dellorto VHB da 22, marmitta del 90SS, ammortizzatori Bitubo, che davano al “Vespino” una tenuta di strada e una frenata eccellente; con l’anteriore si poteva tranquillamente frenare come su una moto senza pericolo di capottare! Ah dimenticavo: sella sportiva ribassata bianca (!), cassetto porta oggetti anteriore del Gtr contenente la radio Bikini e manubrio del Primavera. Una chicca finale da “pazzi” furiosi: la targa auto costruita in stile americaneggiante con immatricolazione nella “Banana Republic”!!!
Lambretta 125 Special oltre 10 anni dopo la X200; motore 192 cilindro 3 luci con unghiata realizzato dall’esperto Barbieri e alimentato attraverso un collettore di aspirazione che Ancillotti mi tirò fuori dalla cassapanca (testuale), da un più moderno VHB 28, marmitta ad espansione auto costruita con i pezzi di una da Guazzoni Cross, testa doppia accensione con una candela centrale (!), sella bassa ovviamente e rapportatura da girare solo sull’anello di alta velocità di Daytona! Come dire: prima 60, seconda 90… e poi Km e Km davanti per poterci buttare la terza e il seguito (forse).
Lui 50; affatto contento delle prestazioni , mi feci fare appositamente un pistone (da Bucci di Torino) che dopo aver alesato il cilindro alla misura giusta, portava la cilindrata a 85; ciò è possibile grazie alla camicia del cilindro spessissima; il piccino diventava quindi un corsa ultra quadra che saliva su per i muri ma con il 3 marce si imballava; eh si, avrei dovuto trovare un carter con il cambio a 4 marce del 75; in verità qualcosa del fratello maggiore la avevo montata: la marmitta e il portapacchi.
MV125 Sport; partii nel restauro da un rudere comprato per “20 Lire”; il risultato fu ottimo; dotata della carenatura (comprata a Desio da Somaschini) e di frecce integrate (qualcuno inorridirà), la usai per molti anni con somma soddisfazione, andandoci al lavoro e a qualche raduno invernale; non era velocissima (guai a prendere vento contro, si perdeva una marcia), ma consumava come un ciclomotore e aveva un’autonomia infinita con il suo serbatoio-ne.
MV350 Sport Ipotesi: follia averlo verniciato anni dopo amaranto (!), scarichi a trombone (vuoti) bianchi, carenatura con frecce integrate (rieccoci) e adesivi Magni in bella mostra.


Tutto questo fra il 1972 e il 1992; poi un “buco” con al fianco solo il fedele Bonneville Harris 750


Ora ecco il Rondine Competition Monza, oggetto della narrazione su un buon restauro; il riflusso dei miei quattordici anni passati con lo Speedy come prima moto della vita ha colpito. In verità di Rondine in tempi recenti ne ho avuti altri due: un Cross Full del 68 e uno del 70, quello con le sovra strutture in fibra per intenderci., ma non me ne sono innamorato a sufficienza, per cui…

Rondine Cross Full 50

Rondine Cross Full 50 (com me di fianco ultra-cinquantenne)

Chi si aspetta un restauro maniacale del mio Competition Monza o similari non legga la pagina dedicata; del rudere che ho trovato ne ho fatto una Special come avevo in testa, quindi, avvisati!
Ma comunque veniamo a qualche piccolo consiglio su di un buon restauro che vale per i Rondine ma anche per tanti altri cinquantini sportivi di quei anni; ripeto, non da super esperto e dall’alto del trono, ma come una persona che se non altro ha nel sangue la precisione, il gusto (penso) e la finezza dei particolari.

Rondine Competition Monza 50 Special

Consigli utili per un buon restauro


Una Dozzina di nozioni fra il serio e il faceto

Se avete voglia di stressarvi o divertirvi a secondo dei punti di vista seguite questa semplice descrizione


1) Fotografate in ogni modo con ricchezza di particolari il Rondinino; oltre a essere un bel ricordo le foto possono aiutare in fase di ri montaggio: non fate come me che ho fatto una foto dico una e basta!
2) Procuratevi più documentazione possibile del modello che vi apprestate a restaurare; con i Rondine siamo avvantaggiati visto il grande archivio esistente …
3) Non smontate “a muzzo” ma con cognizione di causa; catalogate i pezzi e in particolar modo la viterie, se no vi succede che alla fine vi resta una scatola del caffè con dei dadi e dei bulloni e vi chiederete: dove andranno???
4) Pulite accuratamente tutto ciò che non è da sostituire; : io praticamente ho pulito solo il telaio, il motore e le forcelle visto che il resto lo ho sostituito tutto; usate gasolio e diluente nitro per le parti metalliche; per le parti in gomma solo il gasolio o uno di quei prodotti detergenti da cucina.
5) Una buona cosa sarebbe fare sabbiare il telaio; io lo ho fatto e il risultato è stato ottimo; in fase di verniciature poi tutto risulta più facile specie se si usa il “fai da te”. Se invece portate la struttura a un verniciatore se ne occuperà Lui e il risultato sarà sicuramente al meglio. Se non fate da voi affidatevi a persone che sanno veramente il fatto loro e non a uno dei tanti “paciugoni” che si professano abili, sapienti restauratori, super esperti del marchio (!) e invece poi vi fanno dei bei casini (toccato con mano, basta leggere il seguito).
6) Se optate per un restauro tutto originale guardate bene di non cadere nel “è quasi uguale” o nel “ci assomiglia”. O è perfettamente uguale o tanto vale fare come me che non mi sono posto problemi di nessun tipo e (volevo farla comunque) ho realizzato una bella special. La Reperibilità di ricambi per i nostri Rondine è ampia ………. e non ci sono problemi, infatti, viene solo da piangere.
7) Dopo la verniciatura dei pezzi e dopo essersi messi in casa tutti i particolari da eventualmente sostituire, potete iniziare il ri montaggio, facendo attenzione a non rovinare la vernice di telaio, serbatoio, ecc; una o più foto del mezzo completamente smontato sul banco di lavoro è una vera “chicca” da mostrare con orgoglio nel futuro ( se l’esito è stato positivo). Come nello smontaggio, non rimontate “a muzzo”. Attenzione ai cavetti e alla catena che vivono di vita propria e sono sempre pronti a fornire gratuitamente righe e segnetti vari qua e là.
8) Il motore deve essere ripulito e se necessario revisionato; una pulitina alla camera di scoppio e alle luci è d’obbligo comunque, come pure alla marmitta, che se non sostituita con una nuova (magari una bella espansione), sarà certamente incrostata; se però pensate che il vostro 50cc sia già a posto così potete azzardarvi a rimontarlo; non fate come me che poi ho dovuto tirare giù la frizione perchè era "fottuta"; i Malanca dei Rondine (come i Minarelli e i Morini) erano robusti e sopportavano tutte le angherie possibili; il trucco era solo quello di non tirarli al limite dei giri e tenerli sempre un pochino sovra lubrificati specie i modelli che ci riguardano in questa narrazione che hanno la canna in ghisa.
9) Non abbiate fretta di finire, godetevi l’opera il più possibile; non è che dopo averlo montato potete ricominciare da capo!
10) Curate ogni particolare il modo che la “motina” diventi quasi un’opera d’arte e non un qualcosa di kisch come se ne vedono tanti in giro e ai raduni; si, anche quelli che sembrano insignificanti; la bellezza dell’oggetto dipende anche da piccolezze e un particolare sistemato con gusto fa la differenza.
11) Se decidete di cambiare i pneumatici del vostro Competition Monza ( o altro cinquantino sportivo) e decidete di montare qualcosa di performante, non optate per gli Heidenau 2,00/2,25 x 18. Sono molto belli esteticamente e ottimi come tenuta, ma difficilissimi da montare sul cerchi da 1,20 in acciaio; in più se a farvi il lavoro è uno di quei famosi “paciugoni” che dicevo prima, vi troverete con i vostri Radaelli comprati nuovi e diventati in brevissimo tempo ex-vergini; senza contare che poi le Heidenau dovrete portarle da un gommista moto veramente “tosto” per farle stare al loro posto. Se invece avete sotto mani il "tosto"... no problem!
12) Acqua (ops, scusate, beh, fosse un Tecnomoto), olio Castrol GP nel carter cambio e tutto il resto è a posto? Ecco dimenticavo: miscela rigorosamente al 5% con olio Bardahl o Sachs (trovarlo...); ora si che si può invasare bene il Dellorto da 17, 19 (o da 20) e dare la prima pedalata. Se avete messo a posto tutto per benino, la “motina” parte al primo colpo, in caso contrario non perdetevi d’animo, prima o dopo partirà! Buon lavoro e a lavoro finito, buon divertimento.
13) Belin (classica esclamazione Ligure), quasi dimenticavo, foto di rito alla fine dell’opera!

Il mio Rondine Competition Monza (Special) lo ho finito, la sua pagina è on-line, nonostante mille inconvenienti che come sempre puntuali si presentano, ma infine giunto alla meta, che bella soddisfazione è stata!!!

Il prossimo inverno (2013-14) mi dedicherò a una altra "trappolina" da mettere su come piace a me. Manco a dirlo è un Rondine, modello Squalo GT (acquistato su Internet nel 2011), che trasformerò in una piccolissima Naked. Vedrete l'opera durante la lavorazione e finita spero per la prossima primavera.

Qui sopra, il prossimo progetto. Sarebbe bello essere un purista e rifarlo così, ma secondo me è un pò triste... e merita di più. La colorazione molto "Minarelliana" o BPiana" che dir si voglia, però mi piace e la conserverò.

Usate solo questa benzina....

Aggiornato Ottobre 2013
By Giacomo Poggio