Zeca Rondine

Nei giorni della Mostra Scambio di Imola, io e il mio Amico Miki facciamo il giro canonico della pista, di buona mattina e velocemente; il sabato in senso orario e la domenica anti. Abbiamo anche noi lo stand, ci occupiamo di ricambi per la Mini e a un certo orario dobbiamo anche aprire! Nonostante il passo lesto con cui percorriamo la pista, i nostri occhi attenti e clinici ci permettono di scovare pezzi interessanti. La caccia è, a ricambi per la Mini (ovviamente), per le Subaru (!) pre 90 ( mai visto un pezzo uno che sia uno n.d.r.) e cinquantini. Le foto dei cinquantini le avete viste nella pagina dedicata; in questo caso basterebbe avere qualche migliaio di € e ci si porta a casa quello più desiderato con ampia scelta e talvolta a buoni prezzi. Diverso è il discorso per pezzi & pezzetti. Scovare qualcosa di interessante è davvero difficile, specie a questa faraonica mostra scambio, ma talvolta l'aiuto viene da qualcosa d'altro che si va a visionare. In questo caso l'aiuto è venuto da un albero a cammes (la scatola a righe della foto sottostante), che dichiarava apertamente "gruppo BMC" (British Motor Corporation n.d.r.); in verità, esaminandolo, non era della Mini ma di una A40 (delusione); però, lì vicino, altre cose interessanti. Carter Malanca, targhette varie fra cui Minarelli, Malanca, Morini, Paglianti (!), una Rondine e un motore Turbo Star con una strana appendice.

Tanti pezzi belli per i cinquantini

L'appendice sul carter Dx del Turbo Star.

La scatola dell'accesorio; oggi si dice kit...

Il proprietario del materiale non mi ha saputo dire di che si trattava, in quanto è uno di quelli che usano il ribaltabile..., anche se devo dire, i pezzi erano sistemati sull'erba in modo dignitoso. Bastava comunque guardare e ragionare. A fianco una scatoletta con lo stesso pezzo nuovo mai montato e sulla stessa, la dicitura della sua funzione. Evidentemente il "personaggio" non aveva minimamente collegato la scatola con quello montato sul Turbo Star ( o non ci aveva neanche fatto caso). Parentesi: ai mercatini si trovano i soggetti più incredibili che si possa immaginare. La trattativa con il "tipo" è stata brevissima (molti espositori hanno lavorato poco causa crisi generale e mancanza di pecunia n.d.r.); con 65 € mi sono portato a casa: la scatola con l'oggetto misterioso, il carter Malanca, le due targhette Minarelli, la Malanca, la Moriini e quella Rondine. Se ci penso bene oggi, mi dico "c.zz..e"... Perchè non ho preso anche il Turbo Star ??? Avrei potuto vedere come andava montato, ma la mia è stata più la curiosità e in ogni caso, mai visto una cosa simile.

Il kit contenuto nella scatola (purtroppo niente istruzioni), per cui non si può sapere se completo, anzi sicuramente mancano alcuni pezzi.

Sulla scatola recita: adattabile a Minarelli P4-P6, F.Morini MP4 e Turbo Star, Malanca 4 e 5 marce.

e così...

l'oggetto è veramente curioso; come molti sapranno le frizioni dei motori Minarelli & C sono comunemente dette a bagno d'olio, ma in verità sono a pulviscolo d'olio. La frizione viene tenuta bagnata dall'olio che viene agitato dall'ingranaggio della campana e dal primario. Il nostro marchingegno quindi, altro non è che un micro motorino con una piccola chiocciola che, oltre a fare da pompa, polverizza l'olio e lo spruzza su i dischi, migliorando la lubrificazione . Deduco che il carter del Turbo Star doveva essere (ovviamente) tagliato. La parte piatta era fissata con due viti al carter stesso con l'interposizione di una guarnizione; su i motori con la parte del carter piatta, questo agevolava sicuramente l'operazione. Andando sempre per ipotesi, è plausubile che nella confezione vi fosse una sesta per realizzare l'apertura sul carter, oppure, veniva fornito a richiesta un carter con il taglio; questo vale anche per i P6 e i Malanca dal carter alettato. PS: ci vedo una certa somiglianza nelle alettature del nostro pezzo con quelle Malanca... che dite voi? Per quello che riguarda invece gli "ovalini" l'operazione era incredibilmente più semplice; era sufficente togliere la targhetta identificativa e fissarvi il nostro pezzo; passare il filo nella parte inferiore o forse dentro, collegarlo all'mpianto elettrico, collegare il raccordo al tappo riempimento e il gioco era fatto. Funzionava? Serviva a qualcosa? Sono scettico, per non dire che la trovo una inutile complicazione e che sicuramente il gioco non vale la candela. Magari all'epoca della commercializzazione (!), costava anche una fucilata e per questo, ha avuto una diffusione nulla che ne ha decretato la catastrofe commerciale! Ero all'epoca un "pivello", e non ne ricordo uno montato, ma neanche in qualche vetrina; non ne ricordo uno neanche adesso (o nei ultimi 25 anni) visto a uno dellle centinaia di mercatini che ho visitato... tranne questa volta ovviamente. Però, oggi 2013, esteticamente, che meraviglia! Una vera chiccheria. Quindi "tanthè", anche se non servirà a nulla, lo ho montato (per adesso statico), sul motore che userò in seguito per il nuovo progetto invernale. In seguito lo metterò sul mio Competition Monza, funzionante; non tanto per le indiscusse (!) prestazioni che darà... ma più che altro per vedere "l'effetto che fà" ai vari raduni o eventi a cui parteciperò il prossimo anno.

Il filo di comando che "dovrebbe" passare sotto o dentro il carter stesso. (nelle istruzioni sicuramente c'era scritto).

Molto bello; ha quel non so, che fa pensare: che "c...o" è??

A mio parere le tubature in dotazione sono moderne e non consone ai anni 70, o forse si; i costruttori hanno voluto magari usare il meglio nella loro realizzazione; ma io penso che quelle originali siano state in gomma, che con il tempo si è rovinata; inoltre, tecnicamente, la bassa pressione esistente nel carter non ne giustifica l'utilizzo. La gomma, (quella di quei anni), aveva il grave difetto che dopo alcuni decenni collassava disintegrandosi. Oggi penso che i materiali e le composizioni chimiche siano migliorate e non diano più effetti collaterali catastrofici come quelli di un tempo. A mio parere, va detto che ne le auto di oggi, ne le moto dureranno tanto, saranno drammaticamente pressate ben prima che loro stesse gettino la spugna. Rondine Zeca

Il raccordo in tubo aeronautico che va al tappo del rifornimento dell'olio.

Il "marchingegno" montato su di un Morini MP4 con carter laterali Minarelli, cilindro e testa Ancillottii; l'aspetto è cattivo e misterioso e anche se non servirà a nulla, parleranno di lui.

Il motore "Ancimorinelli" è destinato a equipaggiare il mio nuovo progetto invernale. Base di partenza un Rondine Squalo Gt che trasformerò in Naked...

Follie meccaniche

La scorsa settimana quasi per divertimento mi sono messo a smontare un paio di motori; uno di questi ci interessa da vicino essendo uno Zundapp 50 4 marce. Perchè vi parlo di questo? Avevo una mezza idea di utilizzarlo per un mio progetto futuro di stesino sportivo al posto delle solite unità Minarelli-Morini. Ho desistito dopo aver visto la prima follia meccanica. Chi ha progettato questo Zundapp o era sotto l'effetto di allucinogeni, oppure aveva una smisurata fiducia su i materiali Made in Germanyi. Per cambiare i dischi della frizione a questo cinquantino, è necessario aprire il motore come un libro! Vedere per credere.

Lo Zundappino aperto; il carter che copre la frizione (in basso a SX) è quello in alto a SX, ma per aprirlo è necessario sfilare i perni che attraversano anche il carter a DX.

La seconda follia riguarda un 125 un pò datato; si tratta del Gilera Sport dei anni 50. La frizione (ancora lei) è a secco e questo può sembrare ottima tecnologia; la campana che la contiene è calettata sul pignone della trasmissione secondaria, quindi all'esterno; è coperta si da un carter, ma aperto per il passaggio della catena di trasmissione. Ovviamente è alla mercè di fango, polvere, acqua, olio d'ingrassaggio della catena e quantaltro. Una vera meraviglia di alta tecno-pazzia! Sono rimasto choccato, ma un amico che mi è venuto a trovare, mi ha detto candidamente che anche nella Triumph Trident dei anni 70 la frizione era sistemata così...

... quindi deduco che il male era contagioso!

La campana della frizione con il pignone della secondaria calettato dietro; come si vede la "merdazza" abbonda in quel punto, i dischi ne godranno di sicuro e ringraziano!

50cc Imola

Aggionato Settembre 2013