I fantastici Kit

Da quando decisi di mettere su il Competition Monza l'idea di un bel kit mi ispirava. Se leggete la narrazione precedente "Anatomia di un Restauro", vi è menzionato del bel kit brevetto montato con grande soddisfazione, sia per il lavoro eseguito sia per le prestazioni niente male. Lungi da mè fare ulteriori lavori per aumentare Cv e velocità sia ben inteso.

Siamo nel 68', avevo il mio Rondine Speedy e frequentavo degli amici di Busalla, un paese Appenninico a una trentina di chilometri da Genova. Fra questi amici, un ragazzo che aveva un cattivissimo sportivo, di cui non rammento neanche la marca (Milani, Romeo, Negrini? Boh!), poca importanza aveva allora, ma di cui ricordo molto bene quello che montava sul suo carter P4. Lui Il ragazzo, a cavallo del suo cimquantino kittato Simonini, aveva il "vizio", poco sano direi oggi come allora, di andare a passare sparato sotto le sbarre del passaggio a livello di Isolabuona (a 4Km da lì)... quando erano giù ovviamente!

Si trattava di uno dei primi kit Simonini; testa e cilindro erano particolarissimi ed enormi rispetto a quello che si vedeva in giro. Credo che fosse fuso in terra, con canna in ghisa e con delle prestazioni al di sopra di ogni altro cinquantino in circolazione, fatta salva (forse) solo la "Matta". Tuttavia ricordo che "il ragazzo" che lo pilotava, si lamentava di un certo vizio al grippaggio... umh, umh. Ora, sarebbe necessario vedere se il problema era congenito, oppure, causato da carburazione sbagliata, troppo magra, candela calda, ecc. Eravamo si tutti dei assatanati, ma nella maggior parte dei casi, anche lacunosi ed approsimativi nella tecnica. Di kit Simonini come quello nella mia esistenza ne ho visto solo uno... Può essere che ai giorni nostri non ne siano sopravvisuti per i problemi descritti o, più probabilmente, "demoliti" dai loro giovani utenti. Per il mio Rondine sarebbe stato proprio quello giusto essendo coetanei, ma l'impossibilità di trovarlo mi fece ripiegare sul seguente modello prodotto in alluminio a canna cromate e testa radiale; bisogna tuttavia dire che anche questo 2° kit oggi, non è facilmente reperibile e solo grazie al buon Max che ne sono venuto in possesso.

PS: chi avesse il 1° tipo in ghisa, sono in qualsiasi momento, disponibile all'acquisto... inviare e-mail

il primo logo anni 60' utilizzato anche in seguito sulla produzione motociclistica

Per saperne di più sulla storia della Simonini

Il kit raffredato ad acqua, vera "libidine" per noi quattordicenni...; tuttavia la circolazione a termossifone di queste unità, non fornivano temperature di esercizio costanti ed affidabili specie per l'utilizzo nelle cronoscalate.

Una autentica rarità, il kit a "acqua" montato su di un telaio di origine sconosciuta.

Un motore P4 a"aria" allestito per Cross-Velocità; oltre al gruppo termico era dotato di frizione a secco e carter laterali alettati il tutto fuso in terra.

Il kit Simonini a "aria" montato sul motore Minarelli di Vincenzo Inghilleri. Livorno 1970.

Vincenzo Inghilleri: "era uno dei 60 più forti di Livorno, anzi mi batteva solo Gigi il Conforti, diventato nei anni seguenti pilota della Morbidelli"

Una delle prime realizzazioni "complete" dotata di motore Sachs, elaborato Simonini, ovviamente!

Il logo anni 70' per i Kit e le marmitte

Gli scarichi ad alto rendimento

Campione Italiano Cadetti 1975

il logo sucessivo anni 80' sempre per Kit e scarichi

Una pagina dal catalogo anni 80'

Lo stesso kit del catalogo in carne ed ossa, ops scusate, in "alluminio, cromo e acciaio"

Il Catalogo Simonini, ricordo da conservare gelosamente

Il bel cilindrozzo

Mi misi a cercarlo praticamente dal momento in cui trovai il Rondine da risistemare (2007); quando si ha il tarlo... Come avete letto precedentemente, Max mi procurò il kit "brevetto" e mi disse che con un pò di pazienza sarebbe riuscito a "raspare" qualcosa. Come mai i Simonini erano diventati una rarità? I Francesi sopratutto, nei anni precedenti, avevano fatto man bassa di queste bellissime cassette di potenziamento e noi (italiani), salvo rare eccezzioni, stavamo a guardare come dei "babbi" o nel migliore dei casi felici di avere incassato i soldi della vendita (me compreso). Alla storia del proprio paese dovrebbe essere proibito uscire dai patri confini; partendo dall'arte (cosa ci fa La Gioconda al Loeuvre?), sino ai gioielli della meccanica e alla documentazione storica. Non è così secondo Voi? E' così eccome! Le più belle Abarth, i Cooper S, tanto per citare due marchi di auto di cui ne sono certo, sono finite in Giappone in anni non "sospetti", quando con i loro Yen davano a noi l'apparenza di fare degli affari. Le moto? non ne parliamo; MVAgusta, Gilera, Guzzi, Ducati, Benelli tutte in Germania, Olanda, Inghilterra o al di là dei vari oceani. Si obietterà:ce ne sono anche qui... si, dopo qualche decina di anni sono state riesumate e ricostruite spesso ex novo delle belle e incontestabili repliche. Il tutto si legge così: "demolizione uso esportazione"; targhe e libretto rimanevano qui...

Bah, basta con le disgressioni di natura sociale, torniamo al motivo di queste righe.

Il Kit Montato

Il kit radiale; tratto dal catalogo di Motoforniture Mandelli

Finalmente il kit è stato trovato, sempre grazie a Max, mio "fornitore", nonchè gentilissima e disponibile persona, apassionata di 50cc veloci che del proprio hobby ne ha fatto un "quasi-lavoro". Avendo il tutto in casa, sono già state fatte delle scelte in merito alla candela (Champion N63Y) e allo scarico che risulta fondamentale. Grazie ai consigli ricevuti, lo spillo del terminale dell'espansione dovrà essere sostituito con uno di diametro non inferiore a 15mm. Questa modifica è indispensabile per non generare alte temperatura sul pistone lato luce di scarico, che potrebbero portare a nefaste conseguenze. La possibilità di montare uno scarico ad espansione già con lo spillo del diametro giusto c'erano, ma per (a mio gusto), non rovinare l'estetica "anni 60" del mezzo ho preferito procedere alla modifica di una zanzarina doppio cono dritta. Come per il kit "brevetto", non sono alla ricerca delle prestazioni (c'è sempre chi va di +), ma il fattore estetico mi soddisfa particolarmente; se poi a questo uniamo anche che il "motorino" và un pelino di più, è ancora meglio.

Questi tre modelli sono stati scartati per i motivi detti e si procederà invece alla modifica di una di queste due sotto.

Espansioni procuratomi allo scorso mercatino di Novegro (11-09), da un amico che ne aveva a disposizione qualche centinaio di varie forme e diametri. La particolarità della CBA è che ha un diaframma interno che ne attutisce la rumorosità e permette di non utilizzare il terminale silenziato essendolo lei stessa e con tanto di omologazione, come recita la stampigliatura; probabilmente con questa ne risentiranno le prestazioni e non l'estetica; valutare ciò che si preferisce... Certo che il barilotto silenziante in fondo allo spillo, specie per un 50cc "sessantottino", non è il massimo esteticamente.

Modifiche da realizzare sulle due espansioni: La CBA avrà uno spillo da 20mm, mentre la vuoto sarà dotata di un 16, con relativo (haimè) silenziatore.

Eccoci pronti per il montaggio del nostro Kit. Fatte le modifiche alle espanioni (la CBA e quella nera vuota), si può procedere al montaggio del gruppo pistone-testa-cilindro. Dovrebbe essere una cosa semplice, come il montaggio di tutti gli altri gruppi termici 2T. Dopo aver smontato il kit "brevetto", la prima operazione è (ovviamente), il montaggio del pistone; si posiziona sulla biella e si procede all'inserimanto dello spinotto, avendo cura di bloccare la biella stessa, in modo che non riceva i colpi della mazzetta nell'inserimento dello spinotto; fatto questo, non dimentichiamoci di mettere i due seeger di fermo che impediscono allol spinotto di "viaggiare" assialmente sulla biella che potrebbe provocare catastrofiche conseguenze.

Il pistone montato con spinotto e seeger

Con la massima attenzione va poi inserito il cilindro, stringendo le fasce nei loro allogiamenti e facendo attenzione a non dannegiarle; po, si prende il cilindro e..... che bella c...a! L'iper alettatura di del gruppo Simonini, non permette il montaggio (e lo smontaggio) dello stesso sul carter se già montato sul telaio; bisogna quindi togliere i tre perni di fissaggio e far ruotare indietro il carter stesso, in modo che la parte radiante possa essere inserita nei prigionieri e non interferisca con i tubi della culla anteriore.

Il carter ruotato all'indietro per fare spazio

Inserito quindi (finalmente) il clindro e la testa nei prigionieri mettere i quattro dadi e stringere a croce (con chiave dimamomerica è meglio). Da notare che anche la testa non passa e anche in caso di una semplice verifica della camera di scoppio è necessario eseguire la descritta operazione... bella rottura dico io. Riposizionare nelle staffa a forchetta il carter e inserire i perni di fissaggio nei rispettivi alloggiamenti.

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Inserimento cilindro

Fissaggio testa e riposizionamento carter.

Notare, a montaggio effetuato, la distanza (pochi millimetri), fra le due parti.

Paradossalmente si potrebbe verificare la possibilità di non poter montare questo gruppo sul vostro cinquantino a causa dell'interferenza del gruppo termico con la cullla anteriore del telaio... bella sfiga in un caso del genere!

Silenziatore; in caso di bisogno...

Il logo degli anni 90'

Anni di studio hanno portato alla realizzazione di Kit altamente performanti nonchè affidabilissimi.

Il logo dei giorni nostri

Gli scarichi realizzati tutt'oggi per scooter, ciclomotori e motoleggere a 2T

Il Kit Montato

Prova