di Giacomo Poggio

Gli " S t o r i c i " della Nostra Amata

La storia della Mini in Italia incomincia all'inizio dei anni 60', quando le primissime vennero importate da Fattori & Montani e sucessivamente da S.I.D.A. diventata importatore del marchio BMC (Austin-Morris). Riflessione: la Mini più vecchia che io vidi circolare a Genova, lo ricordo come fosse ieri, era una 850 Morris Mk1 targata GE18ecc; conoscendo le targhe di questa città, dovrebbe essere stata del 61 o 62; peccato non avere avuto la mania della fotografia come adesso........... Bah, torniamo a noi; Il prezzo di acquisto della Mini era decisamente superiore alle utilitarie Italiane dell'epoca (Fiat 500 e 600), inoltre, la cilindrata di 848 ne faceva quasi una "media". Quei anni chi possedeva una "mille" era già un ultra-benestante! Si diveva: sai quello "cià" la ......, accidenti, è 1000!! A inizio anni 60 nel nostro paese la Mini fu acquistata principalmente da persone della media e alta borghesia e spesso era il regalo per i diciottanni o per la raggiunta maturità (beati loro) dei loro figli; per cui i giovani possessori ne fecero subito uno "status simbol". Chi aveva la Mini era veramente sopra le righe e sopra ovviamente la media nazionale del benessere che per fortuna stava incominciando a investire un pò tutte le classi sociali compresa la bassa borghesia e il proletariato. L'uscita delle prime 997 seguite dalle 998 e da li a poco dei S ne decretò il successo sportivo anche nel nostro paese. L'Innocenti sarebbe arrivata qualche anno dopo a decretarne il successo commerciale e a dare la possibilità a quasi tutti i ceti sociali di possederne una; questo successo sopratutto grazie al prezzo concorrenziale nei confronti di altre pari cilindrata italiane e comunque, decisamente più abbordabile delle sorelle Inglesi che continuavano a mantenere prezzi più elevati. A Genova nei anni 60' gli esperti della Mini erano molti, essendo questa città, causa commercio del porto e comunque per vocazione "Anglofila". Gianni Pirola, Alfredo Bersani per le preparazioni meccaniche (dopo pochi anni anche il team di University Motor) e in periferia operava anche il buon Antonio Dapelo, con ricette un pò più "casareccie". Gli uomini dei primi due atelier citati si realizzarono preparazioni stradali e le più esasperate corsa, che portarono ai vertici delle classifiche Italiani le Mini Gr.2 by Genoa. Ricordo che passavamo ore e ore nell'officina di Teglia del "Gianni" , ad ascoltare le sue storie, i suoi aneddoti, le sue ricette per spremere cavalli sui vetusti blocchi A della Mini; Gianni lo ho potuto conoscere di persona proprio in quei anni; era un tipo particolare e come tutte le persone geniali, bisognava saperlo prendere, sopratutto ascoltarlo e capire quando era il momento di andare via e lasciarlo lavorare. Solo anni dopo appresi che oltre che un ottimo preparatore & oratore sulle e delle Mini era anche un grande Uomo. Lui passava le sue vacanze estive in poverissimi villaggi Africani come monaco laico, portando laggiù il suo modesto aiuto e la sua grande umanità.

Chissa quanti di noi ne sarebbero capaci...

Ricambester di Gianfranco Billia (rallyman su Fulvia HF e Stratos della Scuderia del Grifone in quei anni) era invece ol punto di riferimento per tutti quelli che amavano le ricette sportive per le loro auto; oggi lo chiamerebbero Tuning... Fornitissimo di accessori Made in England e Nazionali per la piccola e ormai famosissima Mini oltre che per le allora rivali Abarth, Lancia, Alfa, Gordini, Alpine, NSU, ecc. Bisogna dire però che l'offerta di accessori per la Mini era nettamente superiore; daltra parte: Ricamb-ESTER-o! Ansa, Britax, BWA, C&B, Dunlop, Esap, Fusina, Hopkirk, Koni, Les Leston, Motolita, Peco, Sassa, Speedwell, ST, Supersprint, erano questi i marchi trattati dall'estroso Gianfranco; inoltre, (gioia nostra) solo da Lui trattava i polmoni Hydrolastic speciali per le competizioni... Di tutto e di + si poteva acquistare nel suo fornitissimo negozio di Viale Brigate Partigiane, punto di riferimento per tutti i "gasati" di Genova & Provincia; io stesso (ovviamente) ero suo affezionato cliente a inizio anni 70' e proprio da lui quante "palanche" (soldi n.d.r) ho piacevolmente (e spudoratamente) speso per la Mia GE30. GE30, base di partenza Inno 850 Mk1, era diventata in pochi anni di tutto fuorchè un Inno 8 1/2!

PS: G.F. Billia: ha avuto anche come auto personale un De Tomaso cattivissimo, acquistato in seguito da Franco Bonadonna...; corsi e ricorsi delle maree con i suoi famosi riflussi...

Le persone che ancor oggi hanno conservato una memoria storica per questa auto non sono molte. Le potrei contare sulle mani. Molti si sono accostati al Mondo Mini anni dopo per motivi anagrafici, ma alcuni di essi hanno fatto in tempo a diventare dei veri luminari della nostra storia. A partire dal boom della Mini nel mondo delle storiche (anni 90), molti si sono atteggiati a massimi "esperti"; mah, dovrebbero stare un pò più ad ascoltare chi effettivamente esperto è e che ha saputo fare del saper ascoltare il tesoro della "propria" sapienza.

Per questo motivo ringrazio tutti quei "Ragazzi" che conservano la sapienza sulla Mini nella loro memoria RAM a base Carbonio.

Gli albori della passione in quel di Rapallo 1986. Di questo Gruppo "Storico" faceva parte anche Amodeo e Giuliani, due ragazzi di Roma con cui ho perso completamente i contatti.

Paolo Arbizzani (BO), Franco Bonadonna (GE) Angelo Bortesi (PR), Mario Cannas (CA) , Luciano Luppi (AL) Franco Panella (TO) Giovanni Percossi (TS) Lanfranco Scaruffi (GE), Luca Viscardi (LC). A loro va tutta la Mia stima.

Vorrei ricordare, anche se non sono più di questa dimensione, l'Amico carissimo Paul Lips (GE-MI), recentemente scomparso (Ottobre 2012), grande esperto delle Inglesi e delle Works e Giuseppe Massolo (AT) grandissimo apassionato da sempre. Questi sono quelli che conosco (o che ho conusciuto); non ho certo la pretesa che siano loro in senso assoluto gli "unici" Italiani detentori della sapienza Mini, tuttavia, non ci vado molto lontano numericamente!

E le "Ragazze"?? Senza fare del campanilismo (non è necessario): Orietta Pecchenino (GE); la Donna che ho conosciuto, istruito e che mi ha sopportato per tutti questi anni e che reputo in campo femminile quella che + "sa" del mondo Mini (anche un pò obtortocollo come direbbe un amico). Una di quelle che amano, guarda caso, ASCOLTARE. Può stupire e lasciare a bocca aperta tanti "intenditori" parlando con lei, o sentendola parlare di split, Dunlop o 8 porte! Senza ironia...

Infine, ci sarei io, Giacomo Poggio, il relatore di questa e tante altre pagine del sito Web; sempre al vostro servizio per la passione Mini.

Solo per chi gli scoppia il fegato

Ottobre 2012