History

Nel 1986 la sezione Abingdon del Mini Cooper Club Italia era in piena attività, aveva una sua bellissima sede sociale con garage annesso -manco a dirlo- in stile inglese. Una volta al mese effettuava uscite domenicali sulle nostre stradine liguri con piacevoli spunti gastronomici. Le colonne portanti della sezione distaccata del MCCI erano Giacomo Poggio, Franco Bonadonna e  Paul Lips. Nel 1988 decidemmo di svincolarci dal MCCI, che all'epoca in Italia era l'unico Club Mini. iniziammo quasi per scherzo e, grazie ad una brillante idea di Franco Bonadonna, nacque il nome che ancor oggi ci segue e che ormai è entrato a far parte dei club storici delle Mini: Red & White Mini Time (rosso e bianco tempo di Mini)

Ecco la spiegazione del nome: negli anni '60 la BMC aveva una squadra Corse fortissima composta non solo dalle Mini e l'idea di verniciare le loro vetture ufficiali, invece che nel solito "verde inglese", nel colore "rosso", nacque dal fatto che, quando correvano nella nostra penisola, le vetture "rosse" venivano aiutate in ogni occasione dal pubblico; spesso, infatti, erano scambiate per auto Italiane appunto nel classico colore nazionale. Non stupiamoci per questo; oggi sembrerebbe uno scherzo, ma nei anni 50 e 60 la gente era molto meno smaliziata e più semplice vivendo in un Mondo che era altamente meno drammatico di quello di oggi. Così dice la leggenda. Personalmente, penso invece che il rosso/bianco fosse più frutto del nazionalismo "made in england" legato alla loro bandiera; inoltre, In quei anni la colorazione nazionale era ancora molto sentita. Vi era proprio a livello FIA la lista (non obbligatoria ma indicativa) dei colori per ogni nazione; avevamo quindi le auto Italiane in rosso, Inglesi in verde, Francesi in blu, tedesche in argento, Americane bianche con banda azzurra, ecc.

All'inizio degli anni '90 il mondo MINI italiano, che all'estero era già molto attivo, cominciò a dare i primi segni di ripresa. Decidemmo di realizzare nel '91 il nostro primo raduno: i tempi erano maturi per riunire un buon numero di appassionati. Inoltre al mondo Mini si stavano riaffacciando i giovani, grazie ai nuovi modelli che nel frattempo, da Austin Morris, BMC, attraverso Leyland e nuovamente Austin, erano passati sotto il marchio Rover.

Il vero "Italian Job" il Red & White l'ha fatto nel 2001 all'IMM in Austria candidandosi per l'organizzazione dell'IMM nel 2003 e vincendo la candidatura con approvazione totale di tutti i presidenti dei vari club europei. Il sogno diventava realtà, finalmente un IMM in Italia!!!

Lo sforzo di tanti anni di passione fu ricompensato da 4 giorni favolosi trascorsi al Circuito di Pomposa (FE) insieme a centinaia di MINI appassionati provenienti da ogni parte d'Europa. Questo avvenimento ha dato lustro al nostro sodalizio, che ancor oggi tiene contatti con Ministi di trentasette nazioni del Mondo.

Dopo qualche anno passato a organizzare raduni a livello locale avrei da tirare varie conclusioni.

Da alcuni anni sto tirando un pò il respiro e lascio fare alle "nuove leve" le loro esperienze in merito. Vedo che anche questo mondo a noi caro è cambiato; il manipolo di pazzi si è ingrandito e la cultura sulla nostra piccola, grazie a Internet, si è diffusa facilmente a tutte le persone interessate. Unico mio personale rammarico è che ormai tanta gente non sappia sedersi, ascoltare, assimilare, ma voglia sempre e in ogni caso a qualsiasi costo, predominare sul prossimo. Peccato.

Leggerete a parte le mie meditazione sull'attuale Mondo Mini invaso dalla Loro pronipote.

Gli IMM a cui il nostro Club ha partecipato, sono stati veri toccasana in momenti delicati dove si sente addosso il peso della nostra ultra ventennale presenza.

Tutta la conoscenza mia e di altri Amici con questa maledetta passione, è oggi riversata su nostro Sito, che farà da memoria storica per tutti noi. Buon divertimento, buona navigazione.

...e l'avventura continua; la storia non si inventa...

MEDITAZIONE

Il Presidente Giacomo Poggio

Aggiornato Gennaio 2012